
Una delle questioni più tragiche che tocca il sistema dei trasporti pubblici è la percentuale di violenze verbali o aggressioni fisiche che subiscono le donne da parte degli uomini sui vagoni di treni e tram. Lo scorso dicembre, ad esempio, una ragazza è stata violentata sulla Milano-Varese, un’altra è stata molestata in stazione a Vedano Olona.
L’ISTAT ha calcolato che il 75% delle donne ha subito una violenza fisica o verbale, di cui il 27,9% sui mezzi pubblici. Per mettere un freno a questa piaga è stata avviata una petizione su Change.org a fine 2021 per istituire tra i vagoni dei treni e dei tram una carrozza per sole donne.
Sono molti gli stati che hanno introdotto questa novità, primo fra tutti il Giappone. Le carrozze rosa nelle metropoli giapponesi sono presenti nelle ore più affollate per arginare il problema. La soluzione, pur non avendo riscosso grande successo tra gli uomini, si è dimostrata effettivamente efficace, dato che le denunce da parte delle vittime dono diminuite.
In India il problema delle violenze sulle donne sui convogli aveva raggiunto dimensioni preoccupanti. Nel 2009, oltre alle carrozze dedicate già presenti per legge da due anni, l’allora neo ministra Mamata Banerje aveva istituito i Ladies Special. Questi erano treni interamente interdetti alla salita di uomini, che collegavano le periferie ai centri città di Nuova Delhi, Calcutta, Mumbai e Chennai.
La soluzione delle carrozze rosa era stata proposta anche a Milano da Matteo Salvini della Lega Nord nel 2010. Allora Salvini aveva scritto al presidente Atm per valutare l’opzione di inserire dei vagoni riservati alle donne, viste le continue molestie e aggressioni. La proposta fu bocciata dalle stesse donne Milanesi.
Infatti le carrozze rosa, pur essendo efficaci, sono una sconfitta e un attentato alla civiltà. Non bisogna arginare il problema, ma risolverlo, educando gli stessi uomini ad essere rispettosi e civili nei confronti della popolazione femminile.
Molti uomini, purtroppo, non si rendono conto che un gesto sbagliato ferisce, che le molestie inaspriscono gli animi e creano odio. Provino allora gli uomini ad immaginare di salire su un tram, di sera e di essere molestati verbalmente o fisicamente da uno sconosciuto, sarebbe un’esperienza piacevole? Sono sicura di no.
Vivere in un paese di persone civilizzate significa avere il diritto di sentirsi libere salendo su un treno da sole , senza la paura di aggressioni dopo una giornata di lavoro o in un giorno di festa. Essere uomini significa saper convivere con l’altro sesso, rispettandolo e avendone cura, non perché sia inferiore ma perché è il rispetto reciproco e la capacità di discernere ciò che si può fare da ciò che è sbagliato che ci rende uomini e donne.
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