
La lettura è una capacità che spesso diamo per scontato. Oggigiorno, è cambiato anche il modo di leggere: ci si dedica sempre meno alla lettura dei libri e si preferisce di più scorrere velocemente testi brevi , immagini e short video online. Eppure, questa capacità ha le profonde ricadute sulla struttura del cervello.

Il processo di lettura genera le immagini mentali ed incide sul sistema nervoso centrale e sottocorticale. Attiva una rete di cellule grid, ovvero cellule a griglia, come se si trovassero di fronte a stimoli visivi o auditivi. Queste cellule mostrano una forte regolazione di onde theta, onde a bassa frequenza, che facilitano l’accesso all’inconscio secondo molti studi scientifici. Allo stesso tempo, si produce una riorganizzazione delle strutture celebrali e delle reti neuronali.
Dopo aver analizzato la complessità, dal punto di vista celebrale, dell’atto di leggere, possiamo descrivere alcuni dei benefici che esso comporta.

Non ha importanza quanto stress provocano il lavoro, le relazioni o le altre problematiche che incontriamo nella quotidianità. Quando siamo immersi in una storia, ci ritroviamo in un’altra dimensione, un mondo parallelo, in cui ci dimentichiamo dei nostri problemi. Un romanzo scritto bene, ci trasporterà in un altro regno. Mentre un articolo impegnativo ci distrae solo momentaneamente e ci fa vivere il presente, lasciando al di fuori le tensioni e concedendoci un po’ di relax.
Qualsiasi cosa noi leggessimo si aggiungerà alle nostre conoscenze, ampliandole e, prima o poi ci tornerà utile. Più nozioni abbiamo, più saremo pronti ad affrontare le sfide che la vita ci presenta. Inoltre leggere è un ottimo metodo per nutrire il pensiero: quando ci troviamo in circostanze difficili, potremmo perdere tutto il resto (i soldi, il lavoro ecc.) ma non potremmo mai perdere il nostro bagaglio culturale.
Questo è uno dei vantaggi più importanti: più leggiamo, più il nostro modo di esporsi migliora. Le parole nuove inoltre si andranno ad aggiungere a quelle che costituiscono il nostro vocabolario quotidiano. Esprimersi bene e in modo articolato può esserci d’aiuto anche in ambito lavorativo. Inoltre, sapere che parliamo con sicurezza davanti ad una persona importante, può essere stimolante per la nostra autostima. Leggere libri è importante per imparare un linguaggio nuovo, permettendo scrivere in maniera corretta ed esprimersi in modo fluente.

Leggere un romanzo giallo stimola risolvere il mistero ancora prima di terminarlo. Inoltre, saremo in grado di utilizzare la capacità critica e analitica del pensiero anche a lavoro, prendendo nota di tutti i dettagli che ci vengono forniti che utilizzeremo per risolvere il “giallo”. La stessa abilità utilizzata per analizzare i dettagli, ci ritornerà utile per criticare la trama, determinando se è stato scritto un brano accettabile, se i personaggi sono stati sviluppati in modo appropriato, se la trama è scorrevole, ecc…


Il più comune stereotipo legato alla lettura è quello che vede gli appassionati di libri come soggetti asociali, che si rifugiano nei libri di finzione perché faticano a trovarsi bene nella realtà. A dimostrare il contrario è uno studio compiuto dal professor Keith Oatley dell’Università di Toronto. Secondo Oatley, leggere ci aiuta a sviluppare ciò che gli psicologi chiamano “comportamenti proattivi“, ovvero quei comportamenti che beneficiano gli altri, come la condivisione, la cooperazione, e in generale il contribuire alla comunità. In altre parole, questo studio prova che leggere ci rende più sociali aiutandoci a a trattare meglio sia noi stessi che gli altri.
Leggere è sì un modo di conoscere il mondo, ma è anche un modo per conoscere meglio noi stessi. Le parole altrui contenute nei libri che leggiamo fanno scaturire in noi emozioni, riflessioni, pensieri, che ci permettono di esplorare la nostra interiorità. Diceva Italo Calvino: «la lettura è un rapporto con noi stessi e non solo col libro, col nostro mondo interiore attraverso il mondo che il libro ci apre».

di Marta Krevsun
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