Dopo le immagini e i video di un mare pulito e cristallino, condivise sui social dai bagnanti del Litorale Domizio, e dopo alcuni articoli in cui informavamo il lettore del grande afflusso sulle spiagge di Castel Volturno per il grande miglioramento del mare, molte sono state le reazioni dei cittadini. Alcuni di essi credono che un miglioramento effettivo ci sia stato; altri, invece, rimangono scettici e dubbiosi, parlando di mare inquinato e non balneabile.
Per fare un po’ di chiarezza riportiamo una nota tecnica e un parere di Sergio Bravi, socio del Circolo Legambiente di Giugliano “Arianova”.
“La campionatura delle acque costiere al fine di stabilirne la balneabilità rappresenta nella maggior parte dei casi (es. per le campionature fatte da enti preposti come l’
Arpac, o da associazioni ambientaliste come Legambiente) una sorta di fotografia istantanea di quella che è la situazione di inquinamento nel momento stesso del campionamento.
Purtroppo questo tipo di campionatura e le relative analisi, non possono essere fatte come avviene, ad esempio, con le acque minerali e acque potabili, con centinaia di controlli al giorno. Ovvero con un monitoraggio continuo. I parametri che vengono presi in considerazione per la balneabilità delle acque sono sostanzialmente di tipo microbiologico, il giudizio di balneabilità, o meno, è dato in funzione della quantità di batteri pericolosi per la salute umana (ma non per l’ambiente), come Escherichia coli e enterococchi fecali presenti nei campioni.
I fattori che possono influenzare il risultato delle analisi, dando quindi una “fotografia istantanea” diversa della situazione in un determinato punto, sono numerosi (si pensi ad esempio a quanto sono diverse le immagini se si fotografa uno stesso panorama di giorno, di notte o con cielo sereno o in tempesta).
Tra questi fattori vi sono:
– Il punto di campionatura delle acque (nella foce di un corso d’acqua o nel mare antistante).
– La distanza dalla foce del prelievo (e quindi la diluizione degli inquinanti in funzione di essa).
– L’andamento delle correnti lungo costa.
– Il verificarsi di sversamenti fognari non continuativi e costanti, ma con carattere di occasionalità, anche se molto frequenti.
– Le condizioni meteorologiche e climatiche del particolare momento. Queste possono molto influenzare il trasporto di inquinanti a mare: in periodi di siccità, spesso i corsi d’acqua non arrivano a sfociare, interrandosi per assorbimento nel terreno. In quei casi, anche se vi sono sversamenti lungo l’alveo, questi non si registrano nel mare antistante. In altri casi, se in concomitanza agli sversamenti vi sono forti precipitazioni con corsi d’acqua in piena, gli inquinanti possono risultare molto diluiti, anche campionando il corso d’acqua prima che sfoci in mare.
– Le modalità di conservazione del campione e il tempo trascorso tra il momento del campionamento e l’analisi in laboratorio (il campione va conservato a bassa temperatura e consegnato entro 4 ore).
Avendo personalmente preso parte nel biennio 2020-2021, col Circolo Legambiente di Giugliano “Arianova” di cui sono socio, alle campionature delle acque del Litorale Domizio, da Baia Domizia a Foce Lago Patria, e del lago Patria e lago Fusaro stessi (campagne nazionali Legambiente Goletta Verde e Goletta dei Laghi) posso riportare a titolo esplicativo, quanto ad esempio è risultato nel 2020 dalla campionatura alla foce del Savone, uno dei corsi d’acqua, insieme ai Regi Lagni, tra i più inquinati del nostro territorio.
FOCE FIUME SAVONE:
(i risultati si esprimono in UFC/100ml. UFC sta per Unità Formanti Colonie, coltivando in laboratorio i batteri presenti nei campioni e poi contandoli con tecniche apposite).
CAMPIONE 1 – prelevato nel mare antistante lo sbocco del Savone, a meno di 10 m dall’immissione: Escherichia coli = 4; Enterococchi fecali = 3.
CAMPIONE 2 – prelevato nel corso d’acqua, un paio di metri prima della sua immissione in mare: Escherichia coli = 3.500; Enterococchi fecali = 900.
La discrepanza tra i risultati delle analisi effettuate in uno stesso punto o in una stessa area è pertanto legata ai fattori principali di cui sopra, nonché ad altri fattori più o meno casuali e non è generalmente imputabile al fatto che “qualcuno ci marcia”, come talora si sente affermare. Campionare allo sbocco dei corsi d’acqua, prima che il carico inquinante si diluisca in mare, fornisce un’immagine più reale di quello che in mare arriva e pertanto, delle problematiche di scarichi fognari abusivi e mancata depurazione presenti nell’entroterra.
Per poter fare il bagno a mare in buona sicurezza nelle nostre aree costiere, è comunque importante, e generalmente sufficiente, tenersi lontano (meglio qualche chilometro) dallo sbocco di alcuni corsi d’acqua maggiormente problematici ed evitare assolutamente di farlo in foci e canali (cosa comunque vietata anche per legge).
Le analisi effettuate per le campagne di Legambiente, così come quelle che, in gran numero, abbiamo effettuato al Lago Patria grazie alla collaborazione con i Dipartimenti di Biologia, Chimica e Scienze della Terra dell’Università di Napoli Federico II, sono svolte da Enti assolutamente indipendenti e non finanziati da nessuno che possa avere interesse a falsarne i risultati. Il lavoro si basa e si regge sul contributo economico e operativo dei soli volontari.
Le analisi che facciamo servono a documentare scientificamente la situazione, informandone i cittadini e denunciandola alle istituzioni per sollecitarle ad intervenire. I problemi ambientali sul litorale e nell’entroterra esistono. Sono di grave entità e devono essere affrontati seriamente e risolti, dalla politica e dalle istituzioni locali e regionali. Ma io il bagno di mare sul Litorale Domizio, fatte le debite valutazioni, lo faccio.“