
La possibilità di mettere in pratica anche in Italia il cosiddetto “modello Austria” è al centro di un acceso dibattito. Da un lato, alcuni partiti e Regioni che auspicano un lockdown solo per i non vaccinati; dall’altro chi esclude l’introduzione di una simile misura di contenimento.
Tra i favorevoli, Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria: “Se si dovessero rendere necessarie nuove restrizioni – e il vero gradone è rappresentato a mio avviso dalla cosiddetta zona arancione – queste dovrebbero coinvolgere esclusivamente coloro che non si sono vaccinati”.
La proposta racimola consensi anche tra i governatori del Nord Italia. “Chiederemo al governo che le misure restrittive legate alle fasce di colore valgano per le persone che non hanno fatto il vaccino, non per le persone che lo hanno correttamente fatto”. Così si è espresso il governatore della Liguria Giovanni Toti. Sulla stessa linea Arno Kompatscher, presidente altoatesino: “Guardando i dati è chiaro che dove il tasso di vaccinazione è basso ci sono più ricoveri. Abbiamo chiesto a Roma di consentire vantaggi per i vaccinati, come già avviene in alcuni Paesi europei”.
Gli fa eco il Friuli, con Massimiliano Fedriga: “Nel caso in cui dovessimo finire in zona arancione penso che il prezzo delle chiusure non lo possano pagare i vaccinati, che hanno difeso se stessi e gli altri, partecipando alla campagna vaccinale”, ha spiegato. Durante la conferenza stampa organizzata al termine dell’incontro con i Capigruppo di Senato e Camera sulle criticità del Servizio Sanitario Nazionale, Fedriga ha annunciato che la questione sarà discussa giovedì in Conferenza Regioni.
L’esecutivo è, per ora, di diverso avviso: “Non abbiamo bisogno di un lockdown per i non vaccinati”. Lo ha dichiarato Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, nella trasmissione “The Beakfast Club” di Radio Capital. Mancherebbero, infatti, le condizioni per recepire il modello austriaco: “L’Austria ha fatto questa scelta drammatica perché era in ritardo con le coperture vaccinali“, ha spiegato. In Austria, infatti, i tassi di incidenza sarebbero dieci volte superiori ai nostri. “Il nostro governo ha preso decisioni tempestive”, ha aggiunto. Per Ricciardi, però, non sarebbero ancora al sicuro: “Ci sono troppe persone non vaccinate, si parla di sette milioni di italiani”.
L’auspicio è quello di raggiungere, con la vaccinazione, il maggior numero di persone possibile. La via, a opinione di Ricciardi, non è quella di imporre l’obbligo vaccinale: “Non serve, aprirebbe in Parlamento un dibattito molto aspro e dividerebbe il Paese piuttosto che unirlo. Nessuno pensa all’obbligo vaccinale per i bambini, per loro la vaccinazione sarà solo raccomandata”.
Intanto, apre le speranze ad un Natale migliore dello scorso anno: secondo Ricciardi sarà “un Natale più tranquillo, in cui potremo vedere non solo i nostri cari più stretti, ma anche i nostri amici”.
di Ilaria Ainora
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