
A conclusione di una lunga indagine della DDA tra Torino e Ferrara vi è stato un blitz con settanta misure cautelari, tra cui decine di arresti, a carico di cittadini di origine africana appartenenti alla mafia nigeriana. In questo caso è stato colpito il clan di stampo mafioso oggetto del blitz è il “Viking”, suddiviso in cellule locali, le cosiddette ”Deck”, dislocate in numerose città italiane, con l’arresto di numerosi personaggi al vertice della mafia nigeriana in Italia, in diretto contatto con i capi di altre organizzazioni criminali e direttamente responsabili delle nuove affiliazioni, della gestione dello spaccio di sostanze stupefacenti nelle piazze cittadine e dell’attività di sfruttamento della prostituzione. Su questa realtà criminale negli ultimi anni ha svolto inchieste e vari reporter Sergio 
Di certo quella nigeriana si segnala come una nuova mafia che qui opera in pieno accordo con la camorra dei casalesi. Con l’immigrazione in Italia di numerosi cittadini nigeriani anche rappresentanti di alcuni gruppi “cultisti” si sono radicati nelle nostre città seguendo logiche organizzative di tipo gerarchico e territoriale, come pure esistono dei rappresentanti nazionali regionali e locali organizzati fra loro in modo gerarchico. Alcuni gruppi si segnalano per la loro ferocia e crudeltà. Qui a Castel Volturno hanno trovato terreno fertile per attecchire nelle zone degradate del lungomare, nei viali in stato di abbandono: alcune villette sono state trasformate in “connection house”, dove le maman ed i capiclan organizzano le attività più losche: dal traffico di droga alla tratta delle donne per la prostituzione. Qui vengono accuditi anche tanti bambini, il cui destino non è ben chiaro (vengono venduti per adozione o nella peggiore delle ipotesi per traffico di organi umani). A livello globale, la mafia nigeriana sta diventando una vera protagonista del traffico di droga, forte di una rete che va dal Sudafrica al Brasile, all’India, agli Stati Uniti. Passando per l’Europa. Proprio l’Italia, insieme a Spagna e Regno Unito, è fra i nodi più importanti. Sebbene il fenomeno sia stato descritto e denunciato, anche in alcuni libri di successo come quelli di Sergio Nazzaro e di Enzo Ammaliato, l’attenzione della pubblica opinione e delle stesse istituzioni non sembra ancora adeguata. Nemmeno l’opera di prevenzione e di contrasto da parte delle forze dell’ordine. In primo luogo sarebbe utile poter definire la presenza degli immigrati, a partire da quelli provenienti dall’Africa – con particolare riferimento ai nigeriani e ghanesi – che realmente abitano e trafficano in queste contrade (anche alla luce della mobilità indotta dal coronavirus in queste aree). In secondo luogo bisogna individuare i luoghi in cui si concentrano i vari culti e gruppi etnici, alcuni dei quali sono diventati famigerati nel mondo, come “i Black Axe – conosciuto anche come Neo-Black Movement of Africa – i Black Cats, i Vikings e gli Eiye, insieme ai Buccaneers e i Pirates. Uno dei culti, a scanso di equivoci, si è battezzato semplicemente “Mafia”. Per la verità a livello territoriale non c’è molta disponibilità a parlare di questo fenomeno. Anzi, alcuni esprimono paura e terrore. Per superare questa situazione contraddittoria, in certi versi insostenibile, come rete di associazioni del terzo settore abbiamo deciso di mettere a fuoco il tema. Già abbiamo raccolto diversi materiali, documenti, testimonianze, anche una bibliografia dedicata, per poter cominciare a descrivere e conoscere meglio la realtà. Su questo chiederemo una mano anche agli esperti e ai grandi giornali (a partire dai settimanali LEFT e Infiniti Mondi).
di Pasquale Iorio,
Componente Esecutivo FTS Casertano
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