
La scelta dell’università per un neo diplomato risulta essere sempre molto complessa. C’è chi invece del lavoro dei suoi sogni ne parla già da bambina, parliamo di Carmen De Cocinis, 25 anni, prossima alla laurea in medicina. Dopo un lungo percorso, le chiediamo di raccontarci la sua esperienza, che potrebbe essere d’esempio e di aiuto a coloro che un giorno decideranno di intraprendere questa tipologia di studi. Soprattutto parleremo di molteplici curiosità legate a questo mondo.
«Più che cliché, sono repentine le domande: “Ma quando ti laurei? Manca ancora molto? Tutto questo tempo?”, un po’ come quando i familiari a natale ti chiedono: “ma il fidanzato?”, la sensazione diciamo che è la stessa! Per non parlare delle richieste…soprattutto se come nel mio caso medici in famiglia non ce ne sono, diventi il punto di riferimento. Ogni volta che qualcosa non va o qualcuno sta male, le chiamate sono all’ordine del giorno».
«Ci tengo ad essere particolarmente sincera: un po’ è verità… ovviamente non ai limiti del classismo però sicuramente è un percorso di studi completamente diverso da tutti gli altri, che solo chi vive e attraversa con te può comprendere fino in fondo. Personalmente non credo di essere superiore o più intelligente di un ragazzo che studia lingue, economia o altro, credo solo che lui non possa capire il mio percorso così come forse io il suo. Un dato di fatto è che la mole di studio a cui siamo sottoposti noi non si vede in nessun altra facoltà, 42 esami so tosti davvero!»
«Tanta forza, tanta dedizione ma soprattutto tanto amore per quello che si fa… bisogna essere affascinati da questo mondo e crederci davvero, per essere pronti a sacrificare anche i divertimenti legati alla nostra età pur di raggiungere i propri obiettivi».
«Per quanto riguarda il mio percorso di studi, posso dire che è stato particolarmente tortuoso. Avevo 5 anni quando ho detto per la prima volta che avrei voluto fare il medico, e da quel giorno non ho mai abbandonato l’idea, ma al contrario l’ho coltivata anche semplicemente collezionando i libri del “corpo umano”. Inizialmente non riuscii a superare il test. Me l’aspettavo, solo successivamente andai a riprovarlo. Lo superai, ma la gioia era frammista al dispiacere dato che essendo su base nazionale fui presa a Parma. Iniziò così il mio anno da fuorisede. Ammetto che lo studio era molto più semplice di qua (al contrario di come si pensa riguardo le università del sud). Decisi poi di tornare a Napoli e posso dire che qui ho incontrato persone squisite, senza le quali non sarei mai arrivata dove sono. Sicuramente lo studio, il tirocinio qui sono molto più impegnativi, ma avere persone con cui condividerlo e con le quali si è creato un vero rapporto di fratellanza non ha prezzo. Quest’università al momento mi ha tolto tempo libero, serenità, spensieratezza ma sono sicura che mi ha regalato molto di più: un futuro mi auguro speciale, e dei compagni di viaggio pazzeschi. Tengo sempre a mente il mio motto, che consiglio a chiunque voglia intraprendere questo percorso: CHI LA DURA LA VINCE!».
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