
È stato somministrata qualche giorno la prima dose di un vaccino contro l’HIV messo a punto da Moderna. La sperimentazione si trova nella fase 1 e coinvolgerà 100 adulti HIV- di età compresa tra 18 e 55 anni e valuterà la sicurezza dei vaccini sperimentali con mRNA e la loro tollerabilità e la possibilità che possano produrre anticorpi neutralizzanti il virus dell’immunodeficienza acquisita. L’HIV è il virus responsabile della sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS), una malattia progressiva che dura tutta la vita senza una cura efficace. In tutto il mondo, circa 38 milioni vivono attualmente con l’HIV. In Italia, dall’inizio dell’epidemia, nel 1982, a oggi sono stati segnalati 71.591 casi di AIDS, di cui oltre 46 mila deceduti fino al 2018.
Il vaccino di cui è iniziata la sperimentazione è diretto a soggetti HIV+ e tende a stimolare il sistema immunitario perché produca anticorpi in grado di neutralizzare le riserve di virus presenti in alcune parti del corpo. Le attuali terapie, che consentono ad un soggetto HIV+ una vita pressoché normale e le stesse aspettative di vita di una persona sana, consentono di abbattere la carica virale ma non di stanare i piccoli accumuli di RNA virale situati nel sangue, nel sistema linfatico e in altri tessuti. Il reservoir di virus latente rimane invisibile al sistema immunitario ed è inattaccabile dalla terapia antiretrovirale. Si riattiva periodicamente, cominciando a replicarsi e a infettare nuove cellule. Per questo motivo l’introduzione della ART (Active AntiRetroviral Therapy) ha condotto alla cronicizzazione dell’infezione da HIV, ma non all’eradicazione definitiva del virus.

La ricerca scientifica ha anche dimostrato che, in un soggetto con una buona aderenza alla terapia e la cui carica virale non è rilevabile, il rischio di trasmissione sessuale dell’Hiv è nullo. Il soggetto HIV+ non è capace di passare il virus al partner con cui ha rapporti sessuali non protetti. Le terapie attuali consentono inoltre, ad una donna sieropositiva, di concepire e dare alla luce un bambino sieronegativo.
Oltre a questo vaccino, Moderna sta lavorando anche a un secondo prodotto per prevenire l’HIV. Si tratta di un vaccino preventivo più che curativo. Si tratta di uno studio in vista della International AIDS Vaccine Initiative, un partenariato globale pubblico-privato senza scopo di lucro che lavora per accelerare lo sviluppo di vaccini per prevenire l’infezione da HIV e l’AIDS.
“È gratificante vedere come l’esperienza con l’mRNA come piattaforma fondamentale per sviluppare il vaccino contro Covid-19 possa ora essere ora utilizzata per realizzare un vaccino contro l’HIV”, ha affermato il coordinatore del trial Larry Corey. “Siamo ottimisti sul fatto che questo studio aprirà la strada ad approcci duraturi per l’utilizzo dell’mRNA nel campo dell’Hiv”. Anthony Fauci, immunologo statunitense di origini italiane, noto per i suoi contributi nella ricerca sull’AIDS e altre immunodeficienze, sostiene che “nonostante quattro decadi di sforzi da parte della comunità scientifica mondiale, un vaccino efficace per prevenire l’Aids resti un traguardo sfuggente. Questo vaccino sperimentale mette insieme diverse caratteristiche che possono superare i fallimenti di altri vaccini sperimentali sull’Hiv e quindi costituisce un approccio promettente”.
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