
L’agonia della scossa, lunga un minuto e mezzo, si è poi protratta per decine di anni dopo a causa della lenta e corrotta ricostruzione. Tra le diverse centinaia di Comuni colpiti ci fu Montella, in Provincia di Avellino. Qui il patrimonio edilizio subì ingenti danni e la Casa Comunale risultò tra le strutture crollate. Si doveva trovare una rapida soluzione per dare un forte segnale alla comunità. Ma ciò non avvenne.
Solo ad una distanza ridicola di 9 anni dal sisma venne espletato un concorso nazionale per idee per la ricostruzione del Municipio: l’architetto Donatella Mazzoleni ed il suo team si aggiudicarono il primo premio e da questo momento in avanti ha inizio il travaglio infinito della ricostruzione.
Il progetto definitivo vedrà la luce solo dieci anni dopo, nel 1999; con l’esecutivo del primo stralcio, a 20 anni dal sisma, si apre il cantiere per la costruzione degli Uffici Comunali, che termina nel 2003. Gli Uffici entrano in funzione, ma il progetto è talmente vasto che la piazza prevista dal secondo stralcio di progetto resta a cantiere.

L’impiego di materiali naturali locali come la breccia irpina, il legno di castagno, il tufo, la calce idraulica applicato al bilanciato uso di tecniche costruttive antisismiche, vogliono essere di ispirazione per una ricostruzione di qualità in tutto il territorio irpino.
Bisogna però aspettare il 2008 per una svolta. L’aggiornato progetto esecutivo del secondo stralcio del 2003, per la costruzione della Sala Consiliare, del Giardino Cosmologico e del Teatro all’aperto, porta ad una buona notizia. La Regione Campania sceglie il progetto dell’architetto Mazzoleni come opera campione per la provincia di Avellino per le sue caratteristiche di rigorosa bioecocompatibilità: si accede così ad un finanziamento privilegiato per il completamento dell’opera di 4,5 mln di euro. Nel 2009 riapre il cantiere che, per alcune vicende politico-amministrative, risulta ancora in corso.

L’architetto Mazzoleni, come Progettista e Direttore dei Lavori, ha così il dovere legale e morale di assicurare la corretta messa in opera ma soprattutto di scongiurare eventuali modifiche volute dall’amministrazione comunale per accorciare i tempi di chiusura del cantiere. Perché?
Perché appunto «il finanziamento regionale di 4,5 mln è stato motivato dalle caratteristiche di rigorosa bioecocompatibilità del progetto che non possono essere modificate, pena la perdita del finanziamento stesso».
Sembra tutto chiaro, a questo punto nessuno si azzarderebbe a fare una modifica a questo progetto. Ma di nuovo succede qualcosa di illogico. In vista del programma delle opere pubbliche 2019-2021, l’attuale amministrazione approva un finanziamento di 466.690,16 € per il rifacimento delle facciate; si legge “Lavori di efficientamento energetico Casa Comunale” e purtroppo l’ombra della follia ha preso il sopravvento.
L’intenzione sembra essere quella di applicare una tecnologia estremamente contrastante con il rigore progettuale, che andrebbe ad alterare così le caratteristiche di sostenibilità ambientale del progetto originale.

La decisione sembra presa; ora si aspetta una risposta dall’Arch. Mazzoleni a difesa del suo, ed a questo punto nostro, progetto: a Lei chiediamo di non mollare e lottare per le grandi virtù che ha questo progetto. Perché, nonostante i 40 anni che ci separano dal sisma, la Casa Comunale di Montella deve essere un simbolo, una bandiera del progettare consapevole in quei territori dimenticati dove tutto si è fatto, fuorché PRESTO.
di Francesco Cimmino
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
500mila euro per trasformare un gioiello in un cantiere fantasma. Oggi l’impianto sportivo è fermo, costretto a sbrogliars...