
Ancora una volta i media hanno tristemente aperto le loro pagine di cronaca con nuove notizie che riguardano la movida violenta. Cos’è che manca alle zone dell’agro-aversano per poter tranquillamente condurre un fine settimana di festa senza drammi? In prima istanza, la risposta sembrerebbe scontata: la presenza delle istituzioni. Tuttavia, il senso di inciviltà è così radicato nella società, che per estirparlo occorrerebbe fondare tutto un altro Sistema di valori.
Quest’ultima è un’operazione per cui occorrerebbero anni, se non decenni. Aversa, Giugliano e comuni limitrofi non sono gli unici palcoscenici di vicende -quasi- quotidiane di movida violenta. Per quanto riguarda l’assistenza di forze preposte ai controlli dei i “furbetti”, abbiamo sentito Raffaele Oliva, gestore di un locale sito in un punto strategico della movida aversana, Via Seggio – che ha dichiarato: «Gli ultimi episodi sono frutto di un mancato controllo da parte delle forze dell’ordine sul territorio, assenti lungo tutta l’estate. Tutti i weekend, i balordi che escono solo per creare problemi si sono sentiti liberi».
L’avvocato aversano ha ben reso l’idea paragonando Aversa con Napoli centro, nelle zone dei baretti di San Pasquale: «Se mi addentro nelle zone della movida, c’è sempre un presidio delle forze dell’ordine. Un episodio singolare può sempre accadere, ma almeno c’è la presenza fisica dello Stato». Raffaele Oliva, in qualità di presidente dell’associazione “Condominio del Seggio” e proprietario di ben tre locali ad Aversa ha accettato di rispondere ad alcune domande su tale fenomeno.
«Credo che il problema maggiore della “malamovida” sia l’assenza di controlli delle istituzioni. Quando questi non ci sono o non sono costanti, succedono cose di questo tipo. L’unica soluzione è quella di effettuare controlli costanti fatti anche alle persone, non solo ai commercianti».
«Credo che bisogna fare una distinzione tra due fenomeni: uno più grave ed uno meno grave. Per quelli più gravi, quindi fenomeni di violenza pura, sono molto rari. In un anno, nella zona del centro storico di Aversa, accade 4-5 volte che ci sia di mezzo un’arma o che qualcuno vada in ospedale. Per quel che riguarda il comportamento di alcuni esercenti è molto più frequente. Molti vendono alcol ai minorenni, non rispettano le regole comunali sulla chiusura e la diffusione di musica: ne approfittano, facendo ciò che gli pare, fino alle 5 del mattino, con casse esterne a mo’ di discoteca».
«In linea generale, sono d’accordo con le ordinanze del sindaco di Aversa, ma l’ultima emanata ha ridotto l’orario di lavoro fino all’1:00: assolutamente inutile. Mi sto muovendo con una petizione a riguardo. Le persone a quell’ora, soprattutto venerdì e sabato, sono ancora in giro; pertanto, questo causa una perdita di affluenza alla città di Aversa oppure un’aggregazione esponenziale nei locali non controllati cui non importa delle ordinanze.
La Polizia Municipale è presente a Via Seggio, ma ci sono tanti altri locali per Aversa che non vengono controllati e non rispettano la chiusura. Da proprietario di 3 locali posso dire con certezza che la chiusura alle 02.00 è sufficiente: dopo quell’orario in giro c’è solo gente poco raccomandabile, che restano per gli schiamazzi notturni o per fare atti di vandalismo. Il lavoro ci è stato precluso per un anno ed il sindaco di Aversa non può emettere un’ordinanza del genere».
Richiedere maggiore ausilio da parte delle forze dell’ordine è un diritto, oltre che un dovere.
Così come lo è scardinare ciò che muove i ragazzi a compiere questi atti immorali nei confronti dei malcapitati.
Ad incidere su questi comportamenti non vi è solo l’assunzione di alcool o altre sostanze che possono compromettere la lucidità dell’individuo, ma vi è anche l’idea di pavoneggiarsi dinanzi alla folla compiendo determinati atti e incidendo sulla salute, e spesso addirittura sulla vita, di altri individui. In ogni caso occorre un cambio di prospettiva, anche culturale, nella gestione dei momenti di spensieratezza e socialità sia nel pubblico che nelle istituzioni, che dovrebbero assicurare controlli certi e tempestivi in modo da evitare il ripetersi di questi momenti di violenza.
di Redazione Informare
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