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Movimento Agende Rosse, memoria e ricerca in nome della Giustizia

Angelo Velardi
Angelo VelardiRedazione Informare
5 febbraio 20224 min di lettura

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Movimento Agende Rosse, memoria e ricerca in nome della Giustizia

«Il Movimento Agende Rosse è costituito da cittadini che agiscono affinché sia fatta piena luce sulla strage di Via D’Amelio a Palermo del 19 luglio 1992 nella quale furono uccisi il Magistrato Paolo Borsellino e gli agenti di Polizia Emanuela Loi, Agostino Catalano, Claudio Traina, Eddie Walter Cosina e Vincenzo Li Muli».

Si apre così il manifesto del Movimento Agende Rosse, nato da “19 luglio 1992: una strage di Stato”, lettera di Salvatore Borsellino, con cui il 15 luglio 2007 affermava che la morte del fratello era da imputare all’accordo di non belligeranza stretto tra Stato e Cosa Nostra.
Il Movimento chiede risposte sulle omissioni delle più elementari misure di sicurezza in occasione della strage di via D’Amelio, chiede uno sforzo di memoria ad alcuni rappresentanti delle istituzioni che incontrarono Paolo Borsellino nelle sue ultime settimane di vita e che potrebbero, quindi, essere a conoscenza di elementi fondamentali per ricostruire lo scenario in cui maturò la sua esecuzione. Il Movimento chiede chiarezza e giustizia.
Primo mistero da risolvere, tra i tanti, è quello della famosa agenda rossa, che dà il nome al movimento. Il Magistrato palermitano la ricevette in dono dall’Arma dei Carabinieri e, nei mesi che precedettero la strage, la usò per riportarvi parte dei contenuti dei suoi colloqui investigativi.
Dove è finita quell’agenda? Nella borsa di cuoio in cui di solito era custodita sono stati rinvenuti alcuni oggetti personali, ma nessuna traccia dell’agenda rossa. Insabbiare verità e colpevolezze, farla diventare strumento di ricatto nei confronti di coloro che sono citati, salvare la reputazione di qualcuno che non è ufficialmente membro delle cosche mafiose: tanti possono essere gli usi che ne ha potuto fare chi l’ha presa.
È proprio partendo dall’agenda scomparsa, dunque, che il Movimento promuove iniziative che hanno lo scopo di «incoraggiare la parte migliore delle Istituzioni nella ricerca della piena verità su moventi e mandanti della strage di via D’Amelio e di sostenere tutti i rappresentanti dello Stato vittime di campagne di delegittimazione oltre che a rischi della stessa vita per aver scelto di rendere viva la Costituzione nella propria professione».
Nasce da questi intenti, per esempio, l’esperienza della “Scorta civica”: cittadini che offrono solidarietà e sostegno all’azione di quei magistrati, membri delle forze dell’ordine e giornalisti che sono esposti in prima fila nella lotta alla criminalità organizzata e alle collusioni con le istituzioni.
Il presidio presso il Tribunale di Palermo è attivo dal 20 gennaio 2014 proprio su iniziativa di Salvatore Borsellino e ha lo scopo di sensibilizzare all’impegno civico per tenere alta la bandiera della lotta antimafia, anche attraverso la partecipazione attiva ai progetti per la promozione della legalità nelle scuole e che offre sostegno e vicinanza, oltre ai parenti delle vittime della mafia, anche a coloro che ogni giorno vivono in regime di protezione e sotto scorta per essere collaboratori di giustizia.
Azioni che sensibilizzano, ma azioni concrete per tenere viva la memoria, ma anche per urlare a tutti gli attori del panorama criminale e politico che ci sono ancora persone in cerca di verità e a difesa della giustizia.
Ogni giorno di vita in più di associazioni e movimenti come questo è una firma sulla storia delle persone per bene che lottano contro i soprusi e le ingiustizie perpetrate dalla criminalità organizzata e dalle infiltrazioni nelle istituzioni.
Non avremmo potuto trovare parole migliori di quelle che chiudono il manifesto del Movimento Agende Rosse per concludere il nostro articolo: «Paolo Borsellino è oggi più vivo che mai negli occhi dei suoi famigliari, nella loro sete di Giustizia, nel lavoro di quei magistrati ed investigatori che stanno dando il meglio delle proprie capacità umane e professionali per fare piena luce sulle stragi del bienni ’92-’93 e nelle azioni di tanti cittadini che hanno scelto di agire in prima persona e di Resistere affinché questo difficile obiettivo sia raggiunto».
Tags
  • #Movimento agende rosse
  • #Paolo Borsellino
  • #Salvatore Borsellino
  • #strage via d'amelio
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