
Addio a Salvatore Pica, geniale innovatore della cultura napoletana. L’operatore culturale 83enne è morto ieri a seguito di complicazioni legate al Covid19, per il quale era ricoverato presso l’Ospedale Cotugno di Napoli.
Salvatore Pica, originario della Pignasecca, diventato un’icona pop nel capoluogo partenopeo, aveva saputo coniugare la cultura alta e bassa. Il suo Ellisse era diventato un punto di riferimento per la borghesia napoletana. Proprio qui, prese le mosse “l’Accademia della catastrofe”, che coinvolse anche il gigante della cultura pop Andy Wahrol. Tanti gli attestati di stima e di cordoglio che arrivano dal mondo istituzionale e culturale.
Inoltre, con la Pica Gallery, il maestro d’arte ha lavorato come curatore e gallerista sostenendo i giovani artisti. Inoltre ha aiutato a riscoprire artisti, da lui promossi nel passato, come Renato Barisani e Sergio Fermariello. Insieme con lo scrittore Lucio Rufolo, Pica è membro fondatore dell’Accademia della catastrofe. Pica è stato autore di saggi antropologici in stile autobiografico ed etnografico. Sui social sono già numerosi i messaggi in suo ricordo.
Pica è stato anche autore di saggi antropologici in stile autobiografico ed etnografico. Ha trattato sull’antropologia della metropoli, la donna, i napoletani, in diversi scritti pubblicati da editori storici come Dante & Descartes e Colonnese.
La notte è dura ma non ci fa paura (1990, Colonnese)
La donna napoletana (1991, Colonnese)
Il Maschio Napoletano (1996, Dante & Descartes)
Tipi da baretto (1997, Dante & Descartes)
Vissi d’Arte: Quarant’anni sui marciapiedi dell’arte 1968 – 2008 (2008, Profeta/Imprint)
La Rabbia Esaudita (2012, Enzo Albano)
I napoletani (2014, Enzo Albano)
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