
Lo scatto è il risultato di un incontro di dirigenti e militanti della sezione napoletana di Fratelli d’Italia, partito di centrodestra guidato da Giorgia Meloni. Una rimpatriata, che vede principalmente ex militanti del Movimento Sociale Italiano, accorsi per il 40esimo anniversario della vecchia formazione neofascista. Tutti assieme, appassionatamente: il vergognoso scatto ha come sfondo i gradini Conte di Mola, a pochi passi dalla funicolare di Via Toledo.
Quelli ritratti sono volti noti nella destra napoletana: Pietro Diodato, Alfredo Catapano, Luigi Rispoli. Diodato è un ex consigliere regionale, noto alle cronache per una lite a testate con Marco Nonno. Diodato è stato poi espulso dal partito, non tanto per la violenza quanto per il suo cambio di casacca a poche ore dalla consegna delle liste per le comunali, candidandosi nelle liste civiche di Maresca. Nello scatto spunta poi il giovane Alfredo Catapano, candidato alle ultime elezioni nel consiglio comunale con FdI. Spicca poi Luigi Rispoli, dirigente nazionale del partito di Giorgia Meloni.
Non sembrano migliorare la situazione le parole di Luigi Rispoli a Fanpage. Il curriculum di Rispoli ha visto prima una militanza nel MSI, quindi in Alleanza Nazionale, e oggi nella direzione nazionale di FdI. Un politico di lungo corso, che ha giustificato così i fatti: «quel saluto certamente non era un voluto richiamo al fascismo che fu una epoca letteralmente irripetibile. Molti direbbero fortunatamente, molti altri sarebbero di opinione diversa.»
Per Rispoli, infatti, quel saluto reso iegale dalla legge Mancino non è un richiamo al fascismo, ma solo «un nostro segno distintivo di comunità. Siamo accomunati dalla nostalgia personale, non da quella politica. Nella politica guardiamo al futuro.»
Dichiarazioni che vanno in contrasto con quelle di Giorgia Meloni, che a inizio Ottobre ha rigettato le accuse di neo-fascismo in seguito all’inchiesta “Lobby Nera“. «Nel DNA di Fratelli d’Italia non ci sono nostalgie fasciste, razziste e antisemite – spiega la Meloni – qui non c’è posto per nulla di tutto questo». I fatti, però, sembrano mostrare il contrario.
In un comunicato l’ANPI Napoli ha subito condannato «il detestabile gesto di alcuni militanti del partito di FdI, che si sono fatti fotografare, nei pressi della centralissima via Toledo, nell’atto di salutare col braccio teso».
«Il gesto degli sconsiderati nostalgici – spiega l’ANPI – riuniti per celebrare l’anniversario della fondazione del Msi, costituisce offesa grave per la città Medaglia d’oro delle Quattro Giornate ed alla Memoria di quanti hanno combattuto (e molti sono morti) per donare la libertà a tutti, estirpando il seme della violenza, del razzismo e dell’antisemitismo».
Un fatto che non meriterebbe nemmeno le nostre pagine di cronaca, se non fosse per un dettaglio fantozziano. La bandiera italiana, in foto, è al contrario. Altro che patrioti.
Di Ciro Giso
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