
L’annuncio è arrivato nel pomeriggio sui canali social del collettivo studentesco del Liceo Vittorio Emanuele, con non poca sorpresa. Oggi gli studenti hanno occupato la sede De Sanctis, nel cuore del centro storico napoletano. Portando, così, la protesta per una scuola migliore dalle piazze alle aule e i corridoi dell’istituto.
Un’azione che arriva dopo una settimana intensa per il movimento studentesco napoletano e italiano. Lo scorso venerdì, infatti, durante una manifestazione cittadina le forze dell’ordine hanno caricato gli studenti, causando lo sdegno da parte dei collettivi partenopei. Una mobilitazione nazionale, quella della scorsa settimana, avviata per ricordare Lorenzo Parelli, studente 18enne morto a Udine durante uno stage scuola-lavoro.
Con una nota gli studenti hanno fatto sapere dell’occupazione, a cui ha partecipato una parte della popolazione scolastica del liceo.
«Oggi 31 come comunità del Vittorio Emanuele II abbiamo deciso di occupare l’edificio De Sanctis per rivendicarci la possibilità di creare un sistema scolastico diverso» spiegano i ragazzi.
«A seguito di un anno e mezzo di chiusure, crediamo che la riappropriazione della spazi di socialità all’interno della scuola sia fondamentale. Bisogna rendere i luoghi della formazione realmente attraversabili da tutt*».
«Riteniamo che la pandemia abbia sia creato nuove problematiche sia acuito ed evidenziato quelle che nel sistema scolastico sono strutturali ormai da anni».
«Questa situazione inoltre non è stata facilitata in alcun modo dai metodi di gestione attuati, i quali non sono riusciti e non riescono ancora oggi a rendere la scuola uno spazio sicuro per la comunità scolastica tutta».
Studenti e studentessa del Vittorio Emanuele puntano il dito contro le disuguaglianze che si creano all’interno della scuola e tra le scuole, i cui fondi governativi sono sempre più soggetti a tagli.
«Il governo si rifugia nella retorica delle scuole sicure e da per archiviata la DaD, ma ogni giorno a causa dell’elevatissimo numero di contagi sempre più classi sono costrette a ricorrere a questa logorante e odiosa modalità didattica. È evidente la totale mancanza di investimenti nell’edilizia scolastica e nei mezzi di trasporto, fondamentali per garantire realmente a tutt* il diritto all’istruzione».
«Siamo ormai stanch* di ripetere quanto la didattica a distanza sia uno strumento alienante, che ha totalmente eliminato la socialità, distruttiva sotto il punto di vista psicofisico; classista, in quanto non tutti gli student* hanno una situazione familiare in grado di sostenere le spese richieste; per di più del tutto inefficiente».
Sembrava uno slogan passato, ma oggi è più attuale che mai. Gli studenti non hanno mai smesso di lottare contro l’alternanza scuola-lavoro, nelle ultime settimane tristemente tornata alla cronaca.
«Le misure stanziate dal governo odiernamente sono vaghe caotiche e inattuabili. Gli/Le student* che risultano positivi sono costretti, ora alla didattica mista, ora ad assentarsi per variati giorni senza poter partecipare alle lezioni»
«A conferma del fatto che la scuola non è e non è mai stato un posto del tutto sicuro e che il governo non si sia mai realmente interessato al benessere e all’effettiva formazione degli student*, riportiamo quella che è una delle più grandi controversie del sistema scolastico, ovvero l’alternanza scuola lavoro, la quale negli scorsi giorni si è resa di nuovo tristemente nota» conclude così l’annuncio.
Il collettivo scolastico ha invitato scuole e studenti napoletani e campani a sostenere la protesta.
Di Ciro Giso
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