
“Ci chiediamo dove siano le USCA per l’assistenza domiciliare ai malati covid. Ad ora moltissime unità non sono state attivate e a pagarne lo scotto sono i cittadini. A otto mesi dal decreto rilancio è stato attivato solo il 50% delle unità previste. I distretti sanitari sono sottodimensionati, soprattutto mancano i medici di base. I tamponi ai privati con prescrizione medica a pagamento discriminano chi non può permettersi le cure in questa fase di emergenza. È solo con un potenziamento della sanità pubblica e del tracciamento, unitamente alla messa in sicurezza degli ospedali, che si potrà prevenire una terza ondata di contagi.”
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