
2.654 i voti a favore contro 2.131. Una differenza di poche centinaia di voti che ha portato alla nascita del primo sindacato per i lavoratori del colosso dell’e-commerce. Già da domani circa 8.000 lavoratori del magazzino di Staten Island potranno iscriversi alla prima Amazon Labour Union.
Una vera e propria battaglia, quella iniziata da Chris Smalls, ex impiegato Amazon licenziato in tronco a marzo del 2020 per aver organizzato una protesta contro la mancanza di misure anti-Covid nel magazzino di Staten Island. Una lotta iniziata con appena pochi dollari raccolti sul sito GoFundMe ad aprile dell’anno scorso e conclusasi, inaspettatamente, con una vittoria.
Determinante il sostegno dei lavoratori del settore. Ma l’aspirazione a maggiori garanzie è condivisa su più fronti. Basti pensare che a dicembre, gli impiegati di un caffè Starbucks a Buffalo che hanno dato vita alla prima confederazione in 50 anni di attività aziendale.
La portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, esprime entusiasmo per l’esito della votazione: “Il presidente è contento che i dipendenti possano essere ascoltati. È sempre stato un sostenitore del diritto dei lavoratori di organizzarsi per un lavoro migliore e una vita migliore”.
Non decisiva la votazione tenutasi in Alabama, per l’istituzione del sindacato nell’impianto a Bessemer. A causa di oltre 400 voti contesi, la decisione definitiva spetterà ad un giudice.
C’è tensione anche in Italia, dove prosegue il confronto tra sindacati nazionali e Amazon.
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