
È morto un ragazzo.
Giovanni è stato ucciso di notte, a Piazza Municipio, nel cuore di Napoli. È stato sparato da un sedicenne, che sarebbe potuto essere suo fratello. Un ragazzo e non una bestia: è un umano, frutto di una società creata anche da chi punta il dito contro questa criminalità che opprime. Nessuno deve lavarsene le mani.
Giògiò lo chiamavano gli amici. Giògiò suonava nell’Orchestra Scarlatti Young, era una giovane promessa del mondo della musica. Un talento, che per mantenersi gli studi al conservatorio faceva il cameriere.
«Sapeva amare» ha detto sua madre. «Non se n’è andato da Napoli. Lo chiamavano dappertutto ma lui non se ne andava. Voleva fare il concorso al San Carlo».
Giovanni ha fatto quello che dovrebbe essere per tutti normale. Restare. Ma quando tutti se ne vanno, restare diventa un atto di coraggio. Giovanni ha pagato il prezzo di tutti quelli che se ne vanno, di tutti i vigliacchi che si arrendono alla prepotenza e arrivano a odiare Napoli.
Non andatevene da qui, non lasciate Napoli sola, non lasciate soli noi. Lottiamo per tutte le vite spezzate.
«Mamma voglio stà a Napoli. Pecché Napule è ‘a terra mia».
Di Ciro Giso
A Castel Volturno la salute mentale si confronta ogni giorno con una rete di servizi che fatica a rispondere alla domanda, so...
Sono al mare, disteso sulla sdraio, a prendere il sole. Il vento mi rinfresca quanto basta per sopravvivere al caldo torrido ...
Quando la criminalità organizzata entra nelle stanze di un municipio e riesce a orientarne scelte, appalti, assunzioni e ser...
Un’attività su tre evade il canone per l’occupazione del suolo pubblico Il report del consigliere comunale Gennaro Espos...