
Nei Quartieri Spagnoli, zona centrale di Napoli, è nato un vero e proprio museo a cielo aperto dedicato a lui. Meta di un silenzioso quanto doveroso pellegrinaggio di chiunque abbia conosciuto il Campione o solo semplicemente lo abbia apprezzato. Personaggi noti e semplici tifosi che ancora oggi non lasciano Napoli se prima non vanno a rendergli omaggio.
«… na finta ‘e Maradona scioglie ‘o sanghe dind”e vene…». In realtà Maradona è stato spesso definito il santo laico della città, il dio dei poveri: a lui, come a San Gennaro, qualcuno si è rivolto per ricevere una grazia. Quando qualche giorno dopo il sangue del Santo patrono di Napoli non si è sciolto subito, in molti hanno pensato che anche lassù fossero dispiaciuti per la morte di Diego.
E tra poco sarà un anno che ci ha lasciati, vuoti per la perdita di un amico, di un campione, di un figlio di Napoli. Ma anche ricolmi di una rinnovata sensazione di famiglia. La maglia indossata dalla squadra per la prima partita dopo la notizia ci ha riportato la sua Argentina fusa con il suo Napoli, il 4-0 rifilato alla Roma con quel gol su punizione di Capitan Insigne ha scatenato il pubblico distante dagli spalti ma idealmente in campo. «Era la Sua mattonella, l’ha mis’ a man ‘ncap…». Ricorderemo la suggestione dello Stadio (allora ancora San Paolo) vuoto ma con una folla all’esterno che cantava e incitava i giocatori proprio come se fossero stati presenti sugli spalti.
E ci sarà un’altra partita speciale che verrà giocata in suo nome: la Copa Maradona. Si sarebbe dovuta giocare proprio al DAM, proprio con l’Argentina ed il Napoli contrapposti. Forse non sarà così, ma non importa perché per quante iniziative si potranno susseguire, nessuna potrà togliere il sapore di Napoli dai ricordi che si legano a Diego Armando Maradona.
Ma speciale è stato il decimo minuto del primo tempo di ogni partita giocata da allora, l’attimo in cui qualunque sia il risultato o la situazione in campo, i tifosi non mancano di cantare il coro a Lui dedicato.
Perché Diego non è andato via, è rimasto con noi. Anzi, adesso è proprio solo nostro.
Diego resta nei sogni di ogni bambino che tira un calcio ad un pallone, anche se non lo ha mai conosciuto.
Di Alessandra Criscuolo
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