
Jacinda Ardern riesce a stravincere le elezioni politiche in Nuova Zelanda, riconfermandosi come prima ministra del paese dopo il primo mandato iniziato nell’ottobre del 2017.
Il Partito laburista della Ardern ha ottenuto consensi pari al 48-49 %, un risultato mai raggiunto in precedenza. Il partito ha infatti raddoppiato le preferenze rispetto al 2017, quando aveva ricevuto all’incirca il 24% dei voti. Il principale partito di opposizione, il Partito Nazionale, di matrice liberal-conservatore, si è fermato attorno al 26-27%, mentre i partiti di New Zealand First e dei Verdi hanno ottenuto rispettivamente l’8% ed il 7,5% dei consensi.
I risultati delle restrizioni messe in atto dal governo neozelandese si sono visti anche durante le elezioni, che si sono svolte senza l’obbligo di indossare mascherine e senza l’obbligo del distanziamento sociale, in un paese diventato completamente Covid-free.
A favore della Ardern anche le decisioni prese dopo gli attentati a due moschee di Christchurch nel marzo del 2019, quando un terrorista uccise 51 fedeli musulmani, con l’approvazione di una nuova legge in Parlamento per bandire le armi semi-automatiche, e dopo l’eruzione del vulcano Whakaari nel dicembre dell’anno scorso, che causò 21 morti e decine di ustionati gravi.
Dopo lo spoglio dei voti che hanno decretato la sua riconferma come prima ministra, Jacinda Ardern ha voluto ringraziare i neozelandesi, in particolare quelli che hanno deciso di dare fiducia per la prima volta alla leader del partito laburista, promettendo che cercherà di rappresentare tutti i cittadini. «Viviamo in un mondo polarizzato. Spero che con questa elezione la Nuova Zelanda abbia mostrato che noi non siamo così. Siamo troppo piccoli per perdere di vista la prospettiva degli altri», queste le prima parole a caldo della Ardern.
di Donato Di Stasio
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