
L’epidemia è stata identificata inizialmente nella città di Wuhan, nella parte centrale della Cina che, secondo i maggiori esperti sanitari cinesi, sarebbe il vero epicentro di diffusione del nuovo coronavirus. Nuovo perché di questo genere hanno fatto parte in passato il virus della SARS, che nel 2003 provocò quasi 800 morti in tutto il mondo, e quello della MERS, che portò alla morte più di 500 persone nel 2015.
Si tratta di virus che provocano semplici raffreddori, starnuti e febbre bassa, da cui è impossibile accorgersi di essere stato contagiato. In alcuni casi, però, possono provocare bronchiti e polmoniti difficili da curare. I primi casi di contagio del nuovo 2019-nCoV hanno riguardato persone che lavoravano al mercato del pesce del paese e che avevano anche a che fare con la vendita di animali vivi. I coronavirus, infatti, sono diffusi tra diverse specie di animali, in particolare mammiferi e uccelli, e infettano il loro apparato respiratorio e gastrointestinale, causando addirittura la morte. La commissione della salute cinese ha confermato che il nuovo coronavirus può essere contratto da persona a persona, in seguito a contatti stretti oppure in luoghi affollati e, nei casi più gravi, si rischia di non sopravvivere.

Da quel momento, la situazione è peggiorata e, secondo i media cinesi, oggi il numero di morti sarebbe salito a 17, tutti nella provincia di Hubei, dove si trova la città di Wuhan. È in continuo aumento, inoltre, il numero delle persone contagiate, salito a più di 500 casi. In Australia è arrivato il primo caso sospetto su un uomo rientrato dalla Cina e anche negli Stati Uniti, a Washington, le autorità sanitarie hanno trovato il primo uomo affetto dal nuovo virus, che era stato di recente a Wuhan. Entrambi sono al momento sotto osservazione e in isolamento, per evitare di diffondere ulteriormente il virus.

Anche i singoli aeroporti internazionali hanno intensificato ulteriormente i controlli e hanno adottato alcune misure cautelari, come la restrizione dei viaggi verso la Cina e il controllo dei voli in partenza e in arrivo da quelle zone. L’aeroporto di Fiumicino aspetta, in queste ore, alcuni voli provenienti proprio da Wuhan, che al loro arrivo saranno controllati nello specifico.
Gianni Reca, direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, afferma che per ora il numero dei contagi è piuttosto basso rispetto a quelli dei coronavirus passati ma sostiene che la situazione è da monitorare minuto dopo minuto e da non sottovalutare. A tale proposito, il comitato d’emergenza dell’OMS si è riunito a Ginevra nella giornata di mercoledì per studiare e discutere delle possibili tattiche che possano arrestare il 2019-nCoV.
di Donato Di Stasio
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