
Le informazioni relative alle caratteristiche di questa sottovariante sono ancora frammentarie. Le prime segnalazioni risalgono all’India, a metà dicembre. Da lì si sarebbe diffusa nelle Filippine, in Singapore, Giappone, Sud Africa e poi Europa. La variante appartiene allo stesso ceppo della Omicron 1, ovvero il B.1.1.529, ma si differenzia per alcune mutazioni sulla proteina Spike, “l’artiglio” con il quale il virus riesce ad agganciare le cellule per infettarle.
I sintomi dovrebbero essere gli stessi della sua variante: mal di gola, dolori articolari e muscolari, fiacchezza. Ma Omicron 2 ha una capacità di contagiosità ancora più elevata che potrebbe favorirla nella diffusione e farle prendere il sopravvento su Omicron 1. Soltanto i prossimi studi potranno definire eventuali differenze tra le due varianti. Resterebbe invariata la letalità, più bassa rispetto alle precedenti mutazioni del Covid-19.
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