
Dopo anni di silenzi e paure, i commercianti di Borgo Vecchio, situato nella parte centrale della città di Palermo, hanno deciso di denunciare le richieste estorsive da parte della mafia, che ormai erano diventate episodi di routine nella zona da qualche tempo.
Oltre 20 le estorsioni accertate nel corso dell’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, 14 delle quali scoperte grazie alle denunce delle vittime. In 5 casi, invece, i commercianti hanno ammesso di pagare il pizzo solo una volta convocati dagli inquirenti. Le indagini della DDA hanno anche permesso di scoprire che alla guida del gruppo criminale di Borgo Vecchio, c’era Angelo Monti il quale, dopo la scarcerazione nel 2017, aveva di nuovo dato il via alle estorsioni e agli altri business.
Stando a quanto emerso dal lavoro degli investigatori, Monti aveva da poco stretto rapporti con gli ultras del Palermo per scongiurare spiacevoli scontri, ritenuti dannosi per lo svolgimento delle competizioni, ed assicurarsi un pieno controllo del territorio.
L’inchiesta conferma che Cosa nostra continua ad assistere economicamente le famiglie degli affiliati detenuti e a far cassa coi metodi tradizionali del racket, della droga, e dell’infiltrazione nel tessuto economico.
di Donato Di Stasio
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