
«Fratelli e sorelle, buonasera! Voi sapete che il dovere del conclave era di dare un vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo, ma siamo qui. Vi ringrazio dell’accoglienza». Furono queste le prime parole con cui Jorge Maria Bergoglio – da quel momento Papa Francesco – si presentò al mondo il 13 marzo 2013.
Otto anni dopo il mondo ha imparato a conoscerlo ed amarlo. Proprio nei giorni in cui cade l’anniversario dell’inizio del suo Pontificato, Francesco si è “regalato” un viaggio apostolico veramente storico, che mai prima d’ora aveva intrapreso un Pontefice.
Venerdì 5 marzo Francesco è partito per Baghdad, capitale dell’Iraq, dove è stato accolto dal Presidente della Repubblica Barham Ṣāliḥ, con cui ha avuto un incontro privato. Si è, poi, recato alla cattedrale siro-cattolica di Sayidat al-Nehat, una delle più grandi della città, vittima di due attacchi terroristici di cui uno – il 31 ottobre 2010 – è stato causa di 48 morti e circa 70 feriti. Un luogo simbolo della cristianità martoriata, della cristianità vissuta con terrore in una terra dove il sedicente Stato Islamico tenta di imporsi a suon di attentati. Ma un luogo anche di vera testimonianza di resistenza, di professione di fede. La visita di Papa Francesco – se mai ci fosse bisogno sottolinearlo – non è banale né casuale, ma va ulteriormente a rafforzare il grande significato che la cattedrale rappresenta per i fedeli iracheni.
Ad Erbil, nel Kurdistan iracheno, è cominciato il terzo giorno di Papa Francesco in Iraq. Sarà qui che il Santo Padre celebrerà la Santa Messa che chiuderà il suo viaggio apostolico, dopo aver visitato la comunità di Qaraqosh, nella Piana di Ninive, dove viveva la comunità cristiana più grande del Paese, prima che il sedicente Stato Islamico la occupasse la notte del 7 agosto 2014, distruggendo case e chiese e costringendo circa 120mila fedeli alla fuga.
Ma prima, il Papa, ha vissuto la tappa più densa di significato dei suoi tre giorni in Iraq: Mosul. È arrivato a Hosh al-Bieaa, dove l’Isis proclamò il califfato. Ha camminato tra le macerie, a piedi.
Il suo volto provato dona comunque serenità per la convinzione con cui affida nella preghiera le vittime della guerra.
È probabilmente in questa preghiera che è racchiuso il viaggio apostolico di Papa Francesco in Iraq. Una denuncia forte, determinata, convinta, ma allo stesso tempo – con medesime forza, determinazione e convinzione – un invito a vivere le diverse appartenenze religiose in armonia, nel rispetto e in pace.
di Angelo Velardi
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
500mila euro per trasformare un gioiello in un cantiere fantasma. Oggi l’impianto sportivo è fermo, costretto a sbrogliars...