
Riportiamo una nota di Pasquale Iorio sui temi dell’ambiente, che prende spunto dagli interventi autorevoli di P. Bevilacqua.
“Prendendo spunto da un saggio pubblicato su The Post Internazionale da Piero Bevilacqua, ritorno su alcune questioni di grande attualità anche per il nostro territorio. Infatti, bisogna notare che se da un lato stiamo affrontando l’emergenza sanitaria per salvaguardare la salute umana; dall’altro continuiamo in Terra di Lavoro a trascurare altre emergenze, non meno drammatiche, come quelle che riguardano l’ambiente e la natura che ci circonda. Basta vedere cosa sta succedendo intorno a noi: dallo scempio delle cave sui Colli Tifatini, che continuano a devastarle provocando un dissesto idrogeologico senza pari fino al mare della costiera domiziana. Qui i Regi Lagni – ed anche altri canali come l’Agnena ed il Savone continuano a scaricare veleni e rifiuti tossici con un pericoloso inquinamento del nostro mare (altro che bandiere blu e balneabilità!). Infatti, ogni tanto compaiono delle macchie inquietanti e maleodoranti.
Ma quest’anno si aggiunge uno spettacolo ancora più desolante: quello della pineta che sta deperendo a causa di un virus che da anni ha colpito gli alberi, nella piena disattenzione ed indifferenza dei cittadini e delle istituzioni (infatti il fenomeno dell’inquinamento è in atto da diversi anni). Ora lo spettacolo che si presenta è davvero tremendo: i pini stanno morendo e con loro sta scomparendo uno dei tesori della nostra costa, una bellezza ed uno spettacolo della natura che viene bruciato dall’incuria dell’uomo. Allo stato l’unica soluzione resta quella di abbatterli, anche per evitare altri danni (come gli incendi dolosi, i fuochi velenosi che continuano a devastare tanta parte del territorio).
Per concludere, come sostiene Bevilacqua: “Abbiamo la possibilità di una narrazione edonistica alternativa, rispetto a quella del consumismo compulsivo ormai degradato a imbestiamento di massa indirizzato alla distruzione del pianeta”.
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