
Agli inizi di Luglio la vera partenza dei lavori con il via alla costruzione della galleria che collegherà l’aeroporto di Napoli con Poggioreale e la stazione Garibaldi. In ritardo di anni e con tempi mai definiti ancora una volta la periferia napoletana viene lasciata in disparte per poi essere ripresa nel momento del bisogno. Senza tener conto della situazione creatasi in questi mesi a causa del corona virus che ha contribuito in maniera sostanziale al prolungamento dei tempi prestabiliti.
Il presidente di Metropolitana di Napoli, Ennio Cascetta, ha evidenziato che, con l’avvio di queste attività, “entrerà così in funzione un altro gioiello della tecnologia”. In questo modo la zona est della città finalmente verrà collegata direttamente alla Linea 1, permettendo a chi ci abita di non dover più prendere due o tre mezzi pubblici per poter raggiungere il centro.
Si stima che gli scavi per la prima galleria dureranno circa 4 mesi per poi proseguire nei successivi 14 alla realizzazione della seconda galleria e al completamento finale della metropolitana. I lavori sono stati affidati al Consorzio Integra, selezionato dalla società Metropolitana di Napoli, a valle di una procedura di gara europea per un importo delle opere di circa 35 milioni di euro.
Ritardi dovuti principalmente ad un braccio di ferro tra regione e comune per il proseguimento dei lavori. Agli albori le fermate Capodichino e Poggioreale erano state commissionate alla Regione Campania. Solo l’inserimento del comune di Napoli e la presa di posizione della società Metropolitana Napoli Spa ha permesso lo sblocco dei cantieri e l’inizio delle due gallerie.
Emblematico è diventato il cartello situato all’inizio del cantiere di Poggioreale che come data di fine lavori riportava il 2018. I commercianti della zona, tra cui soprattutto i fiorai, continuano a lamentarsi dei danni economici provocati dai continui ritardi. L’affluenza di persone che si registrava nel quartiere nei weekend dovuta all’ingresso principale del cimitero permetteva un maggior numero di clienti, tra chi comprava i fiori e chi si fermava semplicemente per un caffè.
di Alessandro Robustelli
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