
Un evento di grande prestigio quello che si è tenuto, nella serata del 19 novembre 2021, presso la Reggia di Caserta: l’European Award Investigative and Judicial Journalism. Il premio, ideato da Massimo Scuderi, ha come obiettivo rintracciare e riconoscere quelle personalità che rappresentano l’espressione del giornalismo giudiziario e investigativo europeo: dai comuni cittadini, agli imprenditori e agli organi di stampa che si battono contro tutte le espressioni di illegalità.

L’evento ha ormai raggiunto la sua quinta edizione e quest’anno ha potuto godere del prestigioso patrocinio dell’Eurojust (unità di cooperazione giudiziaria dell’Unione Europea), oltre che dei patrocini del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione, del Ministero della Cultura e dell’AGCOM.
Inoltre, Sergio Mattarella ha personalmente concesso la “Medaglia del Presidente della Repubblica” per l’alto valore sociale del premio internazionale.

La dottoressa Clark, in apertura, ha espresso parole d’orgoglio per l’impegno dei tanti presenti, i quali si prodigano quotidianamente per portare avanti una battaglia contro le diverse forme di illegalità e criminalità e per tentare di trasformare il mondo in un posto migliore in cui vivere. E mentre il suono delle parole della dottoressa si diffonde fra gli astanti, sul lato sinistro del palco aleggia una bandiera dai colori e da un messaggio di pace, simbolo di speranza per l’avvenire.
Appare doveroso ricordare brevemente l’operato di coloro ai quali è stato conferito un premio, partendo dalla squadra Backstair di Fanpage.it, squadra specializzata nel giornalismo di inchiesta e composta da Salvatore Garzillo, Luigi Scarano e coordinata da Sacha Biazzo. Con il coraggio di immergersi nella realtà e studiare dall’interno i meccanismi del potere, la squadra di Fanpage.it ha condotto un difficile e documentato lavoro di inchiesta e di denuncia, facendo emergere un oscuro spaccato della società italiana, e le connessioni dell’illegalità con i vertici del potere politico. Altro merito di questi giovani professionisti è stato quello di sfruttare in modo efficace i mezzi telematici per avvicinare un pubblico vasto e variegato alla complessità del giornalismo investigativo.
Mentre la giornalista Stefania Maurizi è stata premiata per la serietà e l’importanza delle sue inchieste giornalistiche, per l’ardire e la passione con cui ci ha raccontato la storia di Julian Assange e della sua organizzazione, WikiLeaks.
Un importante lavoro giornalistico e documentario è stato svolto da chi raccontato i lunghi e difficili mesi di pandemia da Covid-19, come Alessio Lasta, premiato per i suoi reportage dal cuore della pandemia, realizzati a cominciare dal marzo 2020, che hanno dato voce a chi ha lottato in prima linea contro la forza devastante del virus; e Gessica Costanzo, giornalista che ha avuto la tenacia e il merito di raccontare il dolore e il senso di abbandono della sua terra, la Val Seriana, assurta alle cronache internazionali grazie alle prime sconcertanti testimonianze raccolte proprio dal quotidiano online che dirige. Infine, è necessario ricordare gli eroi che hanno messo a repentaglio le proprie vite e hanno lottato strenuamente per salvare quelle altrui, ovvero i medici, rappresentati dall’Associazione CIMO MEDICI. L’Associazione ha scritto un libro per mantenere viva la memoria di ciò che è accaduto negli ospedali italiani durante i primi mesi della pandemia da Covid -19. Inoltre, proprio per essere stati i primi in occidente ad affrontare la crisi generata dalla pandemia, i medici e gli infermieri italiani hanno ricevuto una candidatura al Premio Nobel per la Pace.
Altri importanti riconoscimenti sono stati assegnati al Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale, a Scarpa Salvatore, delegato dalla Prefettura di Caserta quale amministratore e gestore della Catena supermercati Jambo Uno Caserta – attività legata prima al clan camorristico di Michele Zagaria, e al Giappone, quale Stato impegnato per la tutela dell’Ecosistema e l’Ecosfera del pianeta terra.

L’attività redazionale, guidata dall’ingegnere Morlando, ha permesso di accendere i riflettori dell’opinione pubblica nazionale su un tema molto delicato, fornendo un’analisi tecnica inedita e ricostruendo, tramite documentazioni ufficiali fornite dal governo giapponese, nonché un incontro con l’Ambasciatore giapponese in Italia, Hiroshi OE, quelli che da qui ai prossimi mesi potranno essere tutti gli scenari possibili.
Tante sono le criticità e i dubbi che ancora oggi aleggiano sul tema, ma la redazione campana è riuscita a strappare un ulteriore invito all’ambasciatore, in modo tale da poter aggiornare e informare l’opinione pubblica nel tempo più breve possibile.
Gli sversamenti partiranno nei prossimi mesi, ma grazie a Magazine Informare l’Italia potrà avere un referente costante, pronto a monitorare passo per passo lo svolgersi delle attività in Giappone.
Ma il premio più importante dell’European Award Investigative and Judicial Journalism 2021 va forse a due giovani donne Ghazal Yahya Zadeh e Arezoo Yahya Zadeh, giornaliste scappate lo scorso agosto dalla violenza e dal terrore che ha invaso il loro paese d’origine, L’Afghanistan. Le due ragazze esprimono la loro gratitudine allo Stato italiano e ai militari della Tuscania che sono riusciti a portarle in salvo insieme alle loro famiglie da un territorio che era diventato ormai inospitale, dopo la presa di Kabul da parte dei talebani. Si raccontano, e talvolta un tremulo nella voce lascia presagire il dolore di quei ricordi di violenza che noi occidentali saremo incapaci di comprendere davvero. Nei momenti di silenzio mantengono lo sguardo e un profilo basso, forse un po’ per l’emozione della serata e un po’ per un timore insito nel loro costume di essere oggetto dello sguardo altrui. Una di loro racconta del suo sogno di essere giornalista e di come questo fosse inizialmente visto nella sua terra madre come motivo di vergogna a causa del suo genere. Racconta di quanto difficile e complicato sia per una donna afghana vedere riconosciuti diritti che noi consideriamo basilari.
A loro va il riconoscimento più importante. Soprattutto a loro va riconosciuta la nobiltà e la dignità del titolo di essere giornalista, perché troppo spesso, in passato, hanno dovuto confrontarsi con chi diceva loro di vergognarsi per sognare di esserlo.
di Nicola Iannotta
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