

Padre Ioan Sauca, prete ortodosso e segretario generale del Consiglio Ecumenico delle Chiese, si è rivolto al capo della chiesa moscovita Kirill dicendo di aver ricevuto numerose lettere nelle quali gli si chiede di “rivolgersi al patriarca Kirill per mediare in modo che si fermi la guerra e termini la sofferenza. In questi tempi di disperazione, molti ti guardano come colui che potrebbe portare un segno di speranza per una soluzione pacifica. Scrivo a Vostra Santità come segretario generale ad interim del CEC ma anche come sacerdote ortodosso. Per favore, alza la voce e parla a nome dei fratelli e sorelle sofferenti, la maggior parte dei quali sono anche membri fedeli della nostra Chiesa ortodossa”.
Anche altri esponenti delle chiese europee si sono rivolti a Kirill: dall’arcivescovo polacco Stanislaw Gadecki di Poznan, presidente della Conferenza episcopale polacca al cardinale tedesco Reinhard Marx di Monaco e Frisinga, uno dei più stretti collaboratori del papa. A questi si è aggiunta la voce dei vescovi italiani riuniti a Firenze per il convegno “Mediterraneo frontiera di pace“, che hanno definito “assordante silenzio” quello del patriarca di Mosca.
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