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Internet che spaventa: Putin "protegge la Russia" e mette le mani sulla Rete

Angelo Velardi
Angelo VelardiRedazione Informare
3 maggio 20193 min di lettura

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Internet che spaventa: Putin "protegge la Russia" e mette le mani sulla Rete

Indice (6)

  • 1Potere e Comunicazione: un binomio eterno
  • 2Potere – Comunicazione – Internet: cosa cambia?
  • 3Internet chi spaventa?
  • 4La legge russa sul “Patriottismo Digitale”
  • 5Tutte nobili intenzioni quelle del Presidente della Federazione Russa… almeno nelle parole
  • 6Seguendo il modello cinese?

Potere e Comunicazione: un binomio eterno

Fin dalla nascita dei primi mezzi di comunicazione, ancor prima di Internet, l’uomo ha capito quanto potesse essere importante dominare i cosiddetti media per manipolare le folle.
I più grandi “regimi” della storia hanno fondato il loro consenso proprio sulla capacità di informare stando attenti a cernere, a decidere cosa raccontare e come raccontarlo.

Potere – Comunicazione – Internet: cosa cambia?

L’avvento di Internet è stato un duro colpo a chi si limitava a controllare televisioni, radio e carta stampata per veicolare l’informazione in proprio favore, manipolando così le masse. Il Web ha dato vita ad una comunicazione non più costituita dai tradizionali due attori: organi d’informazione che trasmettono le notizie e popolo che le riceve. La rete ha fatto sì che tutti gli attori in campo, individualmente, potessero essere riceventi quanto emittenti. In uno Smartphone, per esempio, ci sono tutti gli strumenti in grado di farci diventare reporter o giornalisti per qualche minuto.

Internet chi spaventa?

Consce di questo, tante sono le dittature che in giro per il mondo temono la diffusione di contenuti che possano documentare le loro violazioni nell’ambito dei diritti umani, civili e religiosi. Per non parlare di oppositori che potrebbero operare da altri Paesi pubblicando su Internet contenuti sovversivi. Le contromisure adottate per contrastare questo flusso incontrollato dell’informazione sono tendenzialmente due: il divieto di accesso ad Internet da punti non autorizzati (e quindi non controllati) e la censura, spesso accompagnata da una finta promozione dell’accesso alla Rete e del potenziamento degli strumenti.

La legge russa sul “Patriottismo Digitale”

Esistono, poi, Paesi che si preoccupano della sicurezza della Rete nazionale, della possibilità di una guerra elettronica, da cui poter uscire indenni.
Erano queste le intenzioni, probabilmente, di Vladimir Putin, quando ieri – 1° maggio 2019 – firmava la nuova legge sul “patriottismo digitale”. Il provvedimento è stato ufficialmente proposto con l’obiettivo di “assicurare la sicurezza e la sostenibilità del funzionamento” della rete. L’idea sarebbe quella di poter isolare la Rete nazionale in caso di “problemi” con il resto del mondo, per dar vita, quindi, ad un’autentica RuNet (“RUssian NETwork”), una “Rete Nazionale” sotto il controllo del Cremlino.

Tutte nobili intenzioni quelle del Presidente della Federazione Russa… almeno nelle parole

Nei fatti questo provvedimento, che coinvolgerà dal 1° novembre 2019 dagli internet service provider a chi gestisce gli snodi del traffico, fino ai colossi delle telecomunicazioni, creerà una sorta di scudo nelle mani del Roskomnadzor. Il Servizio federale responsabile della Comunicazione sarà così in grado di bloccare ogni fonte proibita, ogni sito incluso nelle black list nazionali ed ogni programma di messaggistica istantanea visto come pericoloso e attualmente fuori controllo, come Telegram, per esempio.
I fornitori di servizi saranno obbligati ad installare hardware e software necessari all’operazione, fornendo “interruttori” integrati su cui avrà il controllo il governo.
Tutti i provider russi saranno, infine, obbligati a scollegarsi dai server stranieri e a collegarsi al sistema autonomo russo dal primo gennaio 2021.

Seguendo il modello cinese?

Fra due anni insomma RuNet sarà completamente svincolata dall’Icann, ente di gestione internazionale di internet. Chiunque si opporrà a tali norme sarà inabilitato a portare avanti il proprio sito nazionale e il suo traffico sarà bloccato.

Insomma, un provvedimento che si propone di essere come foriero di libertà, sicurezza ed identità nazionale, ma che invece potrebbe portare alla centralizzazione dell’immensa rete di Internet, costruendole attorno un muro che eviti l’interscambio con l’esterno, un muro che fermi alla dogana l’informazione e che permetta a chi interessa di decidere come e se farla passare…

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  • #internet
  • #putin
  • #rete
  • #russia
  • #web
Angelo Velardi
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