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Raffaele Cantone: «Surreale il dibattito sullo sblocca cantieri»

Antonio Casaccio
Antonio CasaccioRedazione Informare
4 aprile 20194 min di lettura

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Raffaele Cantone: «Surreale il dibattito sullo sblocca cantieri»

Indice (5)

  • 1Le dure affermazioni del presidente dell’Anac
  • 2Un libro che torna ad affrontare l’enorme non solo l’enorme problema della corruzione, ma analizza oltremodo i possibili antidoti.
  • 3Ed è proprio sul tema delle opere incompiute nel nostro Paese, sul decreto “Sblocca cantieri” e sull’eventuale offensiva contro il codice degli appalti che il presidente dell’Anac è intervenuto senza mezzi termini:
  • 4La preoccupazione sale, soprattutto se analizziamo le dichiarazioni e gli interventi dei leader politici, a volte annebbiate, spesso contrastanti;
  • 5Raffaele Cantone non si ferma alle perplessità sull’operato politico del governo giallo-verde, va oltre, provando a colpire la corruzione attraverso l’importanza della formazione.

Le dure affermazioni del presidente dell’Anac

“Corruzione e Anticorruzione”, questo l’ultimo libro di Raffaele Cantone, presidente dell’Anac (Autorità nazionale anticorruzione), scritto a quattro mani con Enrico Carloni, docente universitario.

Un libro che torna ad affrontare l’enorme non solo l’enorme problema della corruzione, ma analizza oltremodo i possibili antidoti.

Le stime pubblicate da Transparecy International, l’organizzazione che monitora l’indice di corruzione percepita (sottolineiamo percepita), vede il nostro Bel Paese risalire dalla 60esima posizione alla 54esima, ottenendo un piccolo miglioramento, impercettibile se si pensa alla distanza da colmare.

All’interno dei sistemi corruttivi continuano a girare importanti somme di denaro che macchiano inevitabilmente la nostra economia, secondo un recente studio di Unimpresa questo fenomeno porta alla diminuzione del 16% degli investimenti esteri e fa sì che aumenti del 20% il costo degli appalti, tant’è vero che le nostre opere pubbliche molto spesso hanno un costo doppio, o addirittura triplo, rispetto a quello di altri Paesi dell’Unione.

Ed è proprio sul tema delle opere incompiute nel nostro Paese, sul decreto “Sblocca cantieri” e sull’eventuale offensiva contro il codice degli appalti che il presidente dell’Anac è intervenuto senza mezzi termini:

«Credo sia un dibattito molto surreale, si attacca il codice degli appalti dimenticando che questa non è stata una scelta del nostro Paese, abbiamo semplicemente rispettato le direttive comunitarie, capiremo di cosa si tratta».

Parole di forte dubbio soprattutto in relazione alla tanto sbandierata “semplificazione” e all’ampliamento dell’affidamento diretto degli appalti che dovrebbe far il suo ingresso nel decreto, un possibile regalo alla corruzione imperante in Italia.

«La parola semplificazione è ormai diventata una sorta di marchio, dietro c’è tutto e il contrario di tutto. Io sono favorevole alla semplificazione, ma bisogna capire cosa s’intende con questo termine.

Sono sicuro che sul codice ci sono dei punti sui quali intervenire per rendere più veloci le cose, sarei molto più preoccupato se temi come l’ampliamento dell’affidamento diretto venissero confermati, rischiano di essere fenomeni criminogeni.

È un meccanismo molto pericoloso e rischia di non aiutare gli amministratori onesti che invece le regole le vogliono, ma a loro tutela».

La preoccupazione sale, soprattutto se analizziamo le dichiarazioni e gli interventi dei leader politici, a volte annebbiate, spesso contrastanti;

il continuo rimando a termini/slogan oscuri sembra attuare in molte personalità autorevoli un brutto e vecchio ricordo passato.

«Questi meccanismi di “deregulation” li abbiamo visti tante volte in azione nel nostro paese e non hanno funzionato – afferma Cantone – sotto questo profilo spero non sia la strada dello “Sblocca cantieri”.

Se qualcuno parla davvero di fare una regola fino ad un milione significherebbe di fatto consentire di fare quasi tutto senza appalti, credo sia una cosa molto pericolosa per un’Italia che ha già grandi problemi di corruzione».

Raffaele Cantone non si ferma alle perplessità sull’operato politico del governo giallo-verde, va oltre, provando a colpire la corruzione attraverso l’importanza della formazione.

«Ancora oggi si fa fatica a capire cos’è la prevenzione rispetto alla repressione, la corruzione è evidentemente anche un meccanismo di carattere culturale, questo è un aspetto significativo e determinante per la conoscenza del problema».

Le parole del presidente dell’Anac spingono verso una maggior comprensione del fenomeno che deve partire anche dalle scuole, un problema che ha posto proprio durante la presentazione del suo libro all’Università Suor Orsola Benincasa.

Un Cantone a tout-court che non poteva astenersi sul suo futuro, la sua permanenza alla guida dell’Anac non sarà eterna e sui quotidiani girano già diverse voci sul futuro successore:

«Ho fatto domanda per provare a rientrare prima in magistratura, diversamente il 28 aprile 2020 (data della scadenza del mandato .ndr) non è lontano, quando finirà tornerò in magistratura e vedremo successivamente dove».

di Antonio Casaccio

Tags
  • #cantieri
  • #corruzione
  • #dibattito
  • #raffaele cantone
Antonio Casaccio
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