Lo scorso 25 Aprile non è stata solo una giornata per ricordare la Liberazione del nostro Paese dall’orrore nazifascista, quest’anno ben 500 sindaci del Sud sono scesi in piazza Plebiscito a Napoli per manifestare contro le ingiustizie nei confronti del Meridione all’interno del Recovery Plan. Infatti, non sarebbero stati rispettati i criteri di distribuzione delle finanze stabiliti dall’Unione Europea. Anche il ministro del Sud, Mara Carfagna, ha sottolineato che se si fossero seguiti i criteri europei, al Mezzogiorno sarebbero spettati più del 60% delle risorse messe a disposizione. Invece attualmente solo il 40% del totale sarà indirizzato al Sud, oltretutto con il benestare dell’ANCI.
“La Rete chiede un confronto urgente al Governo perché prenda in seria considerazione una serie di proposte per il Pnrr, a cominciare dal varo di un “SOUTH NEW DEAL”, ovvero un PIANO STRAORDINARIO DI ASSUNZIONI che destini ai Comuni meridionali 5000 giovani progettisti, con una corsia preferenziale per i cervelli in fuga, che dovrebbero aggiungersi ai 60mila dipendenti chiesti dall’Anci per colmare le carenze di organico di tutti i Comuni italiani. “Recovery Sud, nel valutare insufficiente la quota del 33% del piano europeo assegnata al Sud, chiede inoltre l’attuazione immediata dei livelli essenziali delle prestazioni, l’adeguamento del sistema infrastrutturale a quello del resto del Paese (a cominciare dall’Alta velocità), e interventi per potenziare le aree produttive.”

“Da circa un mese sto sollecitando il sindaco Luigi Petrella e il vicesindaco Pasquale Marrandino affinché anche Castel Volturno prenda parte a questa Rete – afferma il consigliere Oliva – ma purtroppo devo rilevare che anche su una questione che tiene uniti ben 500 sindaci del Sud, l’amministrazione comunale decide di non rispondere e andare avanti. Speravamo in una collaborazione fattiva e che sarebbe stata un bene per tutto il territorio, che ha subìto direttamente i tagli al Sud: purtroppo anche stavolta niente da fare, sono immobili” – conclude Oliva.
Ad intervenire anche Ciro Esposito, esponente del Movimento 24 Agosto Equità Territoriale di Pino Aprile, tra i primi a portare avanti le istanze della Rete Recovery Sud. “Ribadisco l’indifferenza dell’amministrazione di Castel Volturno a questa tematica così importante”. E la questione è davvero di primaria importanza anche perché, come afferma il Movimento 24 Agosto: “Un Paese che non riconosce a tutti i suoi cittadini uguali diritti non è un Paese, ma un sistema malato. In tal senso, l’Italia non è mai stata unita, ma divisa. Un Paese così fatto genera disaffezione, distacco, risentimenti e persino odio (la Lega si nutre di quello ed è nata sfruttando il razzismo contro i meridionali)”.
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