
Pochi giorni sono passati dall’ennesima triste vicenda avvenuta a Castel Volturno. Un ragazzo ha aggredito con un tirapugni un suo coetaneo provocando una rissa all’esterno dell’Istituto Comprensivo Garibaldi. È per questo che nella giornata di oggi 12 ottobre 2023 si è tenuto il Consiglio d’Istituto straordinario aperto.
Premessa fondamentale è quella fatta dalla Preside Elisabetta Corvino, che afferma: «abbiamo invitato psicologi in classe, i ragazzi hanno prodotto dei lavori in merito all’argomento bullismo e ne abbiamo scritto una canzone che è successivamente diventata virale. L’ultima iniziativa riguarda il bando dell’ufficio regionale che concedeva la possibilità alle scuole di aggiudicarsi 10.000 euro di risorse per contrastare questo fenomeno. In tal senso abbiamo presentato il nostro progetto: un organo di controllo creato in collaborazione con tutte le scuole del territorio, un vero e proprio osservatorio sociale. Purtroppo il progetto non è stato beneficiario del bando, ma noi in collegio abbiamo comunque deciso di metterlo in atto».
Il consiglio si apre dopo le parole della preside Corvino, all’interno dell’aula una divisione: da una parte la scuola e le Istituzioni, dall’altra i genitori, figli di questa città che ormai affermano di “non riconoscere più”.
Quest’ultimi, ormai sfiniti dai numerosi eventi di violenza, alzano un muro e propongono conseguenze più forti nei confronti di coloro che creano disagio sociale.
Ma partiamo dall’inizio, la domanda madre di tutto il consiglio è stata: quanto di questi eventi è un effetto della cattiva educazione, del cattivo esempio trasmesso dalle famiglie? Potrebbe bastare un’assistenza alla genitorialità offerta dalla scuola per quei genitori che avvertono il bisogno di un aiuto?
Ma soprattutto: questi genitori sentono il bisogno di un aiuto o è per loro normale amministrazione vivere momenti del genere? La Preside Corvino propone a tal proposito degli incontri formativi mensili.
Prende successivamente la parola una mamma presente alla riunione: «Noi vorremmo chiedere degli interventi seri, disciplinari sia nei confronti degli alunni che dei genitori. La tolleranza credo debba essere accantonata perché dopo tutto quello che è successo bisogna dare degli input forti. Il genitore si preoccupa solamente quando viene chiamato da qualche istituzione, altrimenti del rispetto delle regole e del vivere civilmente non tengono in considerazione».
A tal proposito molte sono state le idee per sensibilizzare e allo stesso tempo lasciare il segno nella mente dei ragazzi e degli adulti, tra cui:
Tema affrontato durante il consiglio è stato anche il problema e la pericolosità della mobilità fuori le varie sedi scolastiche, ma purtroppo a causa di personale ridotto, gli uomini della Polizia Municipale non soddisfano le necessità territoriali, che sono molteplici.
L’idea del Sindaco Petrella a tal proposito è stata: creare un gruppo d’assistenza, d’affiancamento alla protezione civile, formato da volontari che, insieme, possano gestire il traffico che si crea fuori le scuole. Molte le adesioni a questa proposta, tutte unite da uno scopo comune: tutelare i giovani studenti.
Uno dei genitori presenti alla riunione, ha avanzato uno spunto interessante affermando: «Chi viene a vivere qui? Chi deve scontare una misura cautelare! E quello che fa rabbia è che gli viene consentito. Perché dico questo? Perché un ragazzino che porta a scuola un tirapugni è lo specchio di ciò che vede a casa. Noi viviamo una situazione di degrado sociale incredibile. Perché viene reso possibile questo sempre e solo a Castel Volturno?».
La risposta del sindaco è chiara: «Non si può impedire, per legge, di concedere la residenza a questi soggetti. Ad oggi c’è ne sono 230 sul territorio e abbiamo fatto richiesta per non farne arrivare più, ma questo e quello che possiamo limitarci a fare».
Idea comune del consiglio è quella che ciò che accade di negativo nel territorio viene triplicato anche mediaticamente, così il presidente del consiglio d’Istituto, Vincenzo Gatta, afferma: «Se noi abbiamo una città che ha un disagio anche la scuola lo vive, e quindi bisogna prendere dei provvedimenti diversi rispetto ad una città normale. E conclude dicendo: «Tanti progetti sono stati fatti qui e hanno avuto un buon seguito. Dopo le scelte prese e proposte, spero che ci sia una forte adesione da parte dei genitori. Perché quest’ultimi hanno la responsabilità dei figli, sempre».
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