
«Si prepara una tempesta perfetta – dichiara Manuel Lombardi, presidente di Coldiretti Caserta – con da una parte l’incremento dei costi di produzione a prezzi invariati per gli agricoltori e dall’altra i ritardi nei trasporti che, se prolunganti oltre, costringeranno a buttare via tutto o a non raccogliere affatto. Siamo estremamente preoccupati per una situazione che rischia di andare fuori controllo e su cui ci appelliamo al senso di responsabilità».
Il comparto ortofrutticolo è gravemente danneggiato dallo sciopero dei tir che mette a rischio centinaia di quintali di asparagi e fragole coltivati nel casertano. «Rischiano di marcire nei campi del casertano». Così Coldiretti Caserta lancia l’allarme, lo sciopero dei tir che causa danni incalcolabili alla filiera agroalimentare dove l’85% delle merci viaggia su strada. In questo modo il rischio per i mancati rifornimenti alle industrie alimentari è concreto, e le stesse sono costrette a fermare gli impianti per la produzione e la lavorazione.
«Le imprese agricole stanno già affrontando una condizione di mercato dominata dall’incertezza, sobbarcandosi, come ultimo anello della catena, tutte le pressioni economiche che si scaricano sul sistema. È inaccettabile ricevere telefonate di imprenditori che ci dicono di poter resistere ancora pochi giorni con prodotti delicati e facilmente deperibili, anche con le celle frigo».
Una situazione questa degli scioperi dei tir che aggrava le già pesanti difficoltà della filiera agroalimentare, costretta a far fronte a pesanti aumenti dei costi di produzione per le materie prime e l’energia con l’esplosione della guerra in Ucraina che alimenta speculazioni e limiti alla circolazione delle merci.
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