
Nato a Palermo il 2 agosto 1952 e morto il 10 marzo 2019 presso Bishoftu, in Etiopia nel tragico incidente del volo Ethiopian Airlines 302, partito da Addis Abeba e diretto a Nairobi, dove lo stesso doveva prendere parte ad una conferenza internazionale organizzata dall’Unesco a Malindi.
Figlio d’arte, poiché il padre era il famoso archeologo Vincenzo Tusa, si laurea in Paleontologia presso l’Università La Sapienza di Roma, dove si specializza in archeologia orientale.
Divenuto negli anni 90 dirigente della Regione Sicilia, divenne responsabile della sezione archeologica del Centro Regionale per la Progettazione ed il Restauro, fu inoltre scopritore nel 2003, presso gli scavi da lui diretti in Pantelleria, di tre antichissimi ritratti romani.
Nel 2004 fu nominato Primo Sovrintendente del Mare da parte dell’assessorato dei Beni Culturali della Regione Sicilia, guidando la Sovrintendenza di Trapani.
In questa posizione strategica, organizzo numerose missioni archeologiche oltre che in Italia, anche in Pakistan, Iran ed Iraq e nel 2005 a Mozia (Italia), riporto alla luce alcune strutture qualificate come banchine che porto alla scoperta di un antichissimo porto fenicio.
Sempre attivo nella ricerca archeologica, nel 2008 realizzo un film documentario con Folco Quilici (Documentarista e scrittore italiano), sulla preistoria mediterranea a Pantelleria.
I numerosi scavi da lui promossi, coadiuvati da Fabrizio Nicoletti (Archeologo) e Maurizio Cattani (Professore presso l’Università di Bologna), confutarono il ruolo di Pantelleria come il “crocevia per i mercanti” in epoca fenicia.
Ottenne nel 2010 il titolo di Socio Onorario dell’Associazione Nazionale Archeologi e nel 2012 ritornò a dirigere la Sovrintendenza del mare della Regione Sicilia.
Nel 2012 si candida come consigliere comunale a Palermo nella lista di Fratelli d’Italia ma non risultò eletto, salvo molto dopo essere nominato l’11 aprile 2018 Assessore ai Beni Culturali dal presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci, in sostituzione di Vittorio Sgarbi.
Tributo per la sua nomina da parte degli ambienti culturali dell’isola in virtù della sua professionalità e competenze, in quanto sin da subito attuo una campagna di valorizzazione dei Beni Culturali siciliani trascurati da troppi anni di mancate riforme.
Secondo la sua idea, i singoli parchi archeologici dovevano essere dotati di totale autonomia gestionale e finanziaria al fine di attuare delle politiche interne al parco archeologico che andassero a valorizzarne il patrimonio culturale senza nessun intervento da parte della stato centrale o dalla regione.
La sua scomparsa ha creato un vuoto istituzionale incolmabile non solo per la perdita di un professionista ma soprattutto dell’uomo, in quanto, da sempre impegnato a rilanciare l’immagine della Sicilia storica ed immacolata, non solo in Italia ma nel mondo attraverso i suoi seminari tenuti anche a Napoli presso l’Università Suor Orsola Benincasa.
di Dario Desiderio
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