
Competenza, coraggio e volontà di apportare davvero un cambiamento al territorio rendono un’amministrazione vincente. Purtroppo spesso queste parole trovano scarso riscontro e il risultato consiste in importanti e indispensabili risorse, derivanti da progetti regionali e non, che purtroppo restano inutilizzate. È il caso del comune di Castel Volturno e del Fondo di sviluppo e coesione 2007-2013 su “Opere di Risanamento Ambientale”; un progetto comprendente fondi utili per finanziare la riqualificazione dell’Oasi dei Variconi e non solo. Per approfondire questa “delicata” tematica abbiamo intervistato Valerio Boccone, ex funzionario del comune di Castel Volturno e che era direttamente interessato in queste progettualità.
«Nel 2017 si decise con l’amministrazione dell’epoca di proporre una rimodulazione del progetto della riqualificazione dell’oasi dei Variconi alla regione Campania e di conseguenza aggiungere la riqualificazione di alcune aree verdi e delle villette comunali che partivano da Bagnara e finivano a Ischitella insieme ad alcune attività che interessavano la pineta comunale; si parlava infatti della riparazione della recinzione e della pulizia del sottobosco e quindi anche dell’istallazione, dove possibile, di attrezzature per i più piccoli (come parco giochi) e dell’inserimento di strutture ludiche e ginniche. La Regione si dimostrò fin da subito disponibile e lieta di attuare tale rimodulazione. Purtroppo ad oggi non so a che punto si trovi il progetto di riqualificazione, ma so che il lavoro svolto sui Variconi continua attivamente. A mio parere oltre che alla pulizia del sottobosco la pineta avrebbe bisogno di un taglio delle alberature morte, di un sistema antincendio e dell’attuazione di manovre che la rendono fruibile alla popolazione. È doveroso anche il ripristino dei tratti di recinzione dissestati, che rendono facile l’accesso ai malintenzionati che hanno il solo scopo di scaricare i propri rifiuti in pineta».
«Le risorse sono già state stanziate e distribuite nei vari progetti, l’unico ostacolo è rappresentato dalla presenza di tali progetti in luoghi vincolati».
«No, questo era un progetto che a sua volta poteva essere integrato all’interno del master plan che comprendeva il litorale Domizio nella sua totalità. Poteva essere addirittura integrato al progetto delle due isole ecologiche e di conseguenza invitare i cittadini allo scarico corretto dei rifiuti che altrimenti sarebbero finiti in pineta».
«Come più volte credo di aver consigliato al sindaco di circondarsi di tecnici qualificati con competenze assolute. Di conseguenza se il progetto è manchevole di una attenta analisi dei fabbisogni, di una buona fase di pianificazione, di tecnici qualificati, di un adeguato budget di partenza alla fine è logico che si presentano diversi ostacoli che possono comprometterne la realizzazione. È soprattutto importante essere consapevoli di quali progetti si vogliono garantire ai cittadini e in quali tempi per poi portarli a termine».
«In questo caso il comune è il beneficiario e la regione resta il soggetto attuatore. Personalmente convocherei una conferenza dei servizi con il soggetto attuatore (la regione Campania) e valuterei l’acquisizione di eventuali pareri e in seguito farei partire i lavori».
«I tempi possono variare dai 90 ai 120 giorni».
«Quando associamo la parola Castel Volturno alla parola ambiente ci viene subito in mente la questione rifiuti, per noi infatti era importante realizzare un micro-impianto che si occupasse della selezione dei rifiuti e dei materiali. Avendo a disposizione anche l’area della SO.GE.RI Bortolotto, in seguito a bonifica si potrebbe pensare di attuare il progetto proprio sul luogo, così da evitare anche costi troppo elevati per la selezione dei rifiuti, magari ospitando anche delle aziende che si occupano di questo. I costi per il progetto si orienterebbero tra 2-3 milioni di euro, che sono una cifra veramente irrisoria se la pensiamo in confronto alle spese che il comune di Castel Volturno affronta per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati che si aggira intorno ai 2.7 milioni all’anno».
di Daniela Russo
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