
Crolla un’ala dell’ex-fabbrica Corradini a Napoli. L’edificio di due piani, situato nel quartiere di San Giovanni a Teduccio (via Innominata), era abbandonato da circa vent’anni e utilizzato da persone Senza Fissa Dimora che vi trovavano riparo soprattutto per la notte.
Sotto le macerie si cercano i corpi delle possibili vittime (fortunatamente nessuna). Ma si cercano anche risposte delle istituzioni, per troppo tempo silenti, a un fenomeno che nella città di Napoli ha raggiunto cifre importanti che continueranno ad aumentare.
Un fenomeno di certo non nuovo, ma che in piena pandemia, con un sistema sanitario sul filo del rasoio e con l’avvicinarsi dell’inverno, non può che costituire un serio problema da affrontare con risposte concrete e immediate.
« Oggi più che mai non possiamo abbandonare i Senza Fissa Dimora al loro atroce destino, come ben dimostra il crollo della palazzina a San Giovanni a Teduccio che veniva utilizzata da loro come rifugio.
Essi rappresentano la punta dell’iceberg di un sistema capitalistico sempre più spietato e interessato solo al massimo profitto possibile, a costo della vita e della dignità delle classi subalterne.
A Napoli contiamo circa 2000 Senza Fissa Dimora, a fronte di una disponibilità di posti letto che non arriva a 350 e della penuria di strutture diurne che durante il lockdown sono state chiuse del tutto assieme a molte mense. La povertà si è estesa. L’emergenza sanitaria legata al Covid19 e alle misure contenitive messe in atto dalle Istituzioni ha condotto intere fasce di persone oltre la soglia di povertà: giovani e non che lavorano al nero, persone senza lavoro e qui a Napoli interi quartieri che sopravvivono alla giornata. Ed eccoci alla resa dei conti: dov’è la loro voce?
Per le fasce in via di povertà occorrono interventi di sostegno economici correlati ad un salario- base.
Per i Senza Fissa dimora bisogna dire che la loro condizione si trascina in questo modo da molti, troppi anni senza che né il Comune nè la Regione abbiano mai messo mano al problema. Altrove, in vista di un possibile nuovo lock-down sono state previste strutture per accogliere almeno quelli tra loro positivi al Covid19, mentre a Napoli a gennaio , come ogni anno, il Comune scoprirà “ l’emergenza freddo” ponendo come soluzione l’apertura di un paio di stazioni metropolitane. Noi pensiamo che questo non solo sia insufficiente ma altresì indegno di una società civile. Molte devono essere le iniziative poste in campo per sanare lo scandalo che è sotto gli occhi di ognuno.
Nell’ agenda politica dei Movimenti Napoletani non si deve assolutamente dimenticare tale questione legata ad interventi che sanino questa ingiustizia decennale. »
di Giorgia Scognamiglio
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