
Già da tempo i Vescovi di Acerra, Aversa, Caserta e Nola si incontravano per far sentire la propria voce in tema ambientale, ma l’appuntamento di martedì è risultato straordinario, perché per la prima volta hanno disposto un confronto con i propri Sacerdoti. Inoltre altri tre Vescovi hanno partecipato entusiasti alla manifestazione: quelli di Teano, Sessa Aurunca e Capua.
Territori estremamente a rischio, come ci ricorda don Maurizio Patriciello: «Qualche anno fa qui nei dintorni fu trovata la discarica di materiali tossici più grande d’Europa, a Calvi Risorta, quando l’attuale Ministro Costa dirigeva le operazioni della Forestale; purtroppo sta ancora la. Oggi siamo qui perché vogliamo dare un segnale alle persone e far capire che ci siamo, anche se abbiamo le mani legate: le soluzioni sono a discrezione della politica».

Oltre 150 Presbiteri delle 7 diocesi coinvolte si sono avvicendati in brevi interventi, accendendo un dibattito sul ruolo della Chiesa e degli uomini di Chiesa nelle questioni ambientali. Sicuramente centrale la questione per la quale il messaggio ambientale è ancora off-limits nel tessuto ordinario della pastorale. C’è bisogno di maggior coraggio da parte di tutti e non solo da alcuni personaggi di élite.
Il Ministero della Salute ha recentemente aggiornato la lista dei Siti di Interesse Nazionale per la bonifica; sono ben 57 ed interessano 70 Diocesi in tutta Italia. Di queste, 27 sono al Nord, 23 al Centro, e 20 al Sud. Siamo una grande Terra dei Fuochi. Per questo motivo si organizza per il 18 Aprile, in occasione del V Anniversario del Laudato si’ un incontro con le 70 Diocesi coinvolte nel tema dell’inquinamento ambientale.

Applausi per Don Antonio Palazzo di Castelvolturno; al dibattito ha presentato la complessa situazione della città domitia, per lo scarico continuo ed illecito di rifiuti, denunciando mancanza di controllo costante a causa della sempre maggiore riduzione delle forze di polizia. Basti pensare che ci sono solo 20 Carabinieri e oltre 700 detenuti agli arresti domiciliari. Numeri troppo contrastanti tra di loro.
di Francesco Cimmino
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