
Su YouTube la situazione appare leggermente diversa, tant’è che Prada è al secondo posto dopo Burberry con 3,9 milioni di copertura, Versace risulta al quinto posto mentre Chanel è al decimo. La disponibilità degli show è stata resa visibile sulle diverse piattaforme in auge. Appare interessante evidenziare come, in base al cambio di canale comunicativo, i dati siano totalmente differenti. C’è tutto un lavoro di analisi statistiche che gira intorno a queste modalità, per cui i marchi hanno dovuto studiare in che modo approdare sulle reti digitali, riuscendo a mantenere una coesione con il proprio storytelling senza risultare inappropriati per quelle specifiche sedi.
Un altro dato particolare riguarda chi ha mostrato una netta indifferenza verso il calendario. Ad esempio, Balenciaga ha ottenuto un riscontro positivo in un periodo completamente al di fuori della fashion week, pur non pubblicando un video su Instagram. Ciò dimostra che l’essere presenti nei calendari ufficiali ha ormai poco significato. D’altronde, ne aveva già dato prova Alessandro Michele con il progetto #GucciFest: una serie di episodi con singole storie e tanti personaggi che presentano i capi della collezione, un gran successo che ha raccolto più di un milione di views. Riconferma l’allontanamento dai canoni standard delle sfilate, presentando il 15 aprile.
Dolce & Gabbana, invece, resta fedele alle tempistiche dettate e richiama il filone dell’innovazione trasformando il Metropol di Milano in un set futuristico con tanto di mini-androidi. Gli abiti hanno un’allure fortemente anni ‘90 che tra colori e capispalla lascia riecheggiare una frizzante collezione autunno-inverno 2021/22.
di Chiara Del Prete
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