
Nelle prime ore del mattino gli agenti della Compagnia Carabinieri di Piedimonte Matese hanno eseguito un’ordinanza cautelare personale emessa dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capuavetere (CE),nei confronti di indiziati del delitto di detenzione a fini di spaccio e cessione di sostanze stupefacenti (marijuana, hashish, cocaina e crack).
La misura cautelare scaturisce dall’articolata attività investigativa diretta da questa Procura e condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Piedimonte.
In particolare le investigazioni, iniziate nell’Agosto 2019 e protrattesi fino alla chiusura dell’anno 2021, hanno consentito di smascherare una rete di spaccio presso il rione IACP frazione di Sepicciano di Piedimonte Matese, gestita da alcuni residenti, tutti originari del comune matesino.
Il comando operativo è venuto a capo, attraverso attività di intercettazione telefonica, escussione degli acquirenti, servizi di osservazione, controllo e pedinamento nonché sequestri di stupefacente, del modus operandi dell’organizzazione e dei metodi di approvvigionamento.
Le prove raccolte a carico degli indagati hanno determinato l’emissione di 6 ordinanze di custodia cautelare in carcere e 2 agli arresti domiciliari.
Ad aggravare la posizione dei soggetti in questione è il dubbio fondato che, essendo destinatari del reddito di cittadinanza, investivano il sussidio statale in questione per finanziare l’attività illecita.
Gli indagati conducevano l’attività delittuosa con disinvoltura in un ambiente che ritenevano protetto e impenetrabile ai controlli, tanto da proseguire le vendite al dettaglio degli stupefacenti incuranti anche delle restrizioni del primo Lockdown e utilizzando un linguaggio convenzionale (come ad esempio “pane cotto o pane crudo”, “zucchero”, “panettoni”, “piccolo o grande”, “sacchi di colla”, “filoni di pane”, “cioccolata”, “piantine rampicanti”) al fine di eludere le intercettazioni.
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