
Da oggi sono aperte le elezioni per eleggere il 13° presidente della Repubblica Italiana. Non senza novità, come l’annuncio da parte del Presidente della Camera Roberto Fico di leggere solo i cognomi dei candidati sulle schede di voto. La misura, annunciata in mattinata da Fico, servirebbe ad eliminare la pratica scorretta del “voto segnato“.
L’escamotage del segnato prevede di contraddistinguere il proprio voto per mostrare ai propri partiti ed alleati di coalizione la tenuta o meno di una corrente interna. Mettiamo, ad esempio, che il centrodestra decida di utilizzare questa strategia per sapere in quanti voterebbero Silvio Berlusconi. La Lega potrebbe segnare il proprio voto con “Silvio Berlusconi”, Fratelli d’Italia con “On. Berlusconi” e Forza Italia con “Berlusconi Silvio”. Con una lettura delle schede integrale sarebbe molto semplice per questi partiti tener conto delle proprie forze.
Una legge non scritta, quindi, che va a minare le fondamenta della democrazia alla base di ogni elezione della Repubblica Italiana. Perché il voto è segreto, e tale dovrebbe essere in ogni contesto elettivo. Da qui la scelta di Roberto Fico, che ripercorre quella di Luciano Violante nel 1999. Nelle elezioni che portarono Carlo Azeglio Ciampi al Quirinale anche l’allora Presidente della Camera decise di eliminare espedienti utili ad avvallare il voto segnato.
Fico ha comunicato la nuova modalità di lettura durante l’ufficio di presidenza. Lunga la discussione sulla scelta della nuova modalità di spoglio delle schede. Poi l’annuncio: la più alta carica della camera leggerà il cognome «ove la scheda rechi solo tale indicazione ovvero quando, pur riportando altre notazioni, sia comunque univocamente individuabile il soggetto cui è attribuito il voto».
Alla base di questa scelta la necessità di un voto in sicurezza – non solo sanitaria ma anche politica – ma soprattutto, ripetiamo, nel rispetto della segretezza. L’ormai vecchia strategia del controllo dei voti non è stata ostacolata nel 2015, durante le elezioni che hanno visto vittorioso l’attuale presidente uscente, Sergio Mattarella.
Saranno tempi duri per i trucchetti e i giochi di palazzo, in quelle che sono forse le elezioni più incerte della terza repubblica.
Di Ciro Giso
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