
Anche oggi le elezioni per il presidente della repubblica vedono vittoriosa la scheda bianca. C’era da aspettarselo: negli scorsi giorni le elezioni sono risultate in un nulla di fatto, con timidi approcci tra i partiti ed un Quirinale in attesa. Oggi, però, qualcosa si è mosso: sono iniziate le trattative tra i capi politici dei principali schieramenti, un primo passo verso la fumata bianca.
Le elezioni, diversamente dagli altri giorni, sono iniziate in anticipo alle 11 di questa mattina. Il Presidente della Camera Roberto Fico ha letto nelle ultime ore i risultati dello spoglio. A votare 978 grandi elettori su 1009. Stavolta due i nomi che superano i cento voti: Mattarella e Crosetto.
Sono 125 i voti per Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica uscente. Segue Guido Crosetto, ex deputato che ha ottenuto 114 voti. Per Paolo Maddalena 61 voti e 52 per Pier Ferdinando Casini, ex presidente della camera.
Meno rispetto a ieri le schede bianche, che si attestano a quota 412, mentre sono 84 le schede disperse e 22 quelle nulle. Nessun astenuto tra i votanti.
Diminuiscono le schede bianche e si comincia a far chiarezza tra partiti politici. Fuori dall’aula è incessante l’attività di mediazione di Matteo Salvini all’interno del centro-destra e anche oltre. D’altra parte per il PD proseguono le trattative con il Leader della Lega per convincere la sua coalizione a non votare un candidato del proprio schieramento. «Così salta la maggioranza» afferma il Partito Democratico.
Lo stesso crede Luigi Di Maio, che spiega agli eletti del partito pentastellato: «Se il centrodestra porta un nome divisivo spacca la maggioranza». Secondo fonti interne a Italia Viva, con cui il PD intrattiene trattative per decidere i prossimi passi, Salvini sarebbe d’accordo ad un candidato che eviti spaccature.
Sono molti, infatti, a temere per la stabilità già precaria di un governo di larghissime intese. Sulla bocca di tutti il nome di Draghi: «Nessuno si permetta di dire che il Movimento dice no a Draghi – dichiara il leader del M5S Giuseppe Conte – Il Movimento dice sì a Draghi, lo ha fatto quasi un anno fa quando il paese era in ginocchio con una grande assunzione di responsabilità consapevole anche del costo politico che avrebbe comportato: abbiamo perso 40 parlamentari. Oggi la neve è ancora in tempesta, il Movimento dice sì a Draghi, rafforza il suo sì, perché i prossimi mesi saranno ancora più duri. Porti a compimento la sua mission». Difficile che Draghi diventi presidente per Giorgetti, ministro dello Sviluppo Economico ed esponente della Lega.
Grande protagonista degli scrutini di oggi Guido Crosetto, co-fondatore di Fratelli d’Italia ed Ex Democristiano. Ottiene 114 preferenze, quasi il doppio dei grandi elettori di FdI (63). Il nome di Crosetto era stato proposto da Giorgia Meloni a scrutinio iniziato per «smuovere le acque», mentre Lega e Forza Italia hanno confermato nuovamente scheda bianca.
Dopo 3 giorni di elezioni senza risultati, scende a 505 voti il quorum necessario per eleggere il presidente della repubblica. Basterà così la metà più un votante per ottenere la carica, una maggioranza assoluta che va di fatto a sostituire la soglia dei 673 voti, pari ai due terzi dei grandi elettori.
Nel 2015, alle scorse elezioni che videro eleggere Sergio Mattarella al Quirinale, bastarono solo 3 giorni di votazioni con un totale di 4 scrutini. Sarà forse domani il giorno fortunato?
Di Ciro Giso
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