
Stop ai test cosmetici sugli animali
L’impiego di test su animali per le verifiche di sicurezza da parte dell’industria cosmetica ha subito negli anni una costante e progressiva limitazione, ma, nonostante gli esperimenti siano stati vietati in Europa già a partire dal 2009, migliaia di animali soffrono ancora nei laboratori.
L’11 marzo 2013 ha segnato infatti l’entrata in vigore del divieto di commercializzare i prodotti cosmetici contenenti ingredienti testati per particolari studi di tossicità (tossicità da uso ripetuto, tossicità riproduttiva e tossicocinetica) al di fuori dell’Europa comunitaria, l’Unione Europea ha decretato il bando totale della sperimentazione animale a scopi cosmetici.
Fin dall’inizio degli anni ’90, dunque ben prima dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni, l’industria cosmetica si è attivata per trovare metodi di analisi alternativi a quelli animali. Basti pensare che già nel 1992 Cosmetics Europe – The Personal Care Association (associazione europea di riferimento per l’industria cosmetica) aveva creato una commissione sui metodi alternativi ai test animali (SCAAT). Lo scopo era, ed è ancora oggi, quello di coordinare gli sforzi che l’industria stava e sta dedicando allo sviluppo, alla creazione e alla validazione di metodi innovativi, capaci di valutare la sicurezza sia degli ingredienti sia dei prodotti finiti.
Secondo l’ECHA (European Chemicals Agency) «In Europa utilizziamo in media almeno sette prodotti cosmetici differenti al giorno. Si va dai prodotti per l’igiene come sapone, shampoo, deodorante e dentifricio a prodotti di bellezza come profumi e trucco. I cosmetici contengono molte sostanze chimiche».
The Body Shop e Dove, con il supporto di organizzazioni tra cui PETA (organizzazione no profit a sostegno dei diritti degli animali), Cruelty Free Europe, HSI, Eurogroup for Animals ed ECEAE, si stanno impegnando per invitare i cittadini europei a mobilitarsi contro queste decisioni firmando una petizione, il cosiddetto “Diritto d’Iniziativa dei Cittadini Europei”, già disponibile online.
«Oggi la sperimentazione animale non è più necessaria per garantire la sicurezza di tutti nell’ambito dei cosmetici, in particolare grazie a moderne alternative scientifiche, non animali e altrettanto rilevanti per l’uomo, già sviluppate e utilizzate da decenni dagli specialisti», affermano i due marchi in una nota congiunta.
Per consentire al maggior numero possibile di persone di conoscere l’esistenza di questa petizione europea, The Body Shop e Dove hanno dato vita per le strade di Berlino, Parigi, Milano e Madrid ad una campagna di sensibilizzazione a grandezza naturale. Sono dunque apparsi murales per le strade di queste principali città che hanno come oggetto un disegno che richiama la sperimentazione sugli animali, accompagnato dalla scritta “l’Europa ci sostiene nel porre fine ai test sugli animali” e dall’hashtag #savecrueltyfreecosmetics. Una campagna di sensibilizzazione realizzata a stretto contatto con l’artista e attivista dei Pesi Bassi Nina Valkhoff.
«È profondamente triste dover combattere ancora una volta una battaglia che i cittadini europei pensavano di aver già vinto, ma con un Diritto d’Iniziativa dei Cittadini Europei che abbia successo possiamo farci ascoltare dai leader, proteggere questi divieti fondamentali e garantire un’azione concertata per porre definitivamente fine alle sofferenze degli animali nei laboratori dell’UE», sperano i gruppi attivi nella protezione degli animali che stanno collaborando a fianco dei due marchi di cosmetici.
di Nunzia Gargiulo
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