
L’amore, scrive Fernando Pessoa, è un pensare, perché non basta l’incontro dei corpi, devi immaginare. Pensare insomma. Ma anche scrivere e cantare. Ed allora abbiamo avuto versi come le donne invisibili perché senza più segreti. Menti perverse; o bianche come la luna, oppure rosse come l’amore e il suo mantello.
Dalla Sharona dei Knack alla Rosanna dei Toto, da Miss malinconia alla Albachiara di Vasco: muse della canzone che hanno conquistato una piccola eternità ispirando artisti innamorati eccitati, stregati e poi mollati; una pletora di versi speso sublimi e condanne esistenziali perché in quei testi sono stati cristallizzate per sempre le storie di un momento perfetto e irripetibile. Irripetibile, appunto! Si pensi alle “donne” immortalate da Vasco Rossi: Sally, Silvia, Jenny, Susanna, Gabri, Giulia, Laura. Il repertorio di Vasco Rossi è ricco di figure femminili. Di alcune Vasco ci ha regalato dei ritratti teneri, delicati. Altre le ha apostrofate con sarcasmo per averlo trattato male o fatto impazzire di desiderio. Altre ancora gli hanno ispirato confessioni amorose.
Sharona Alperin ha oggi 57 anni capelli lunghi e neri sulle spalle: 40 anni fa di questi tempi indossava jeans e una canottiera bianca di cotone. E fu messa sulla copertina del disco dei Knack :”My Sharona” appunto; e fece il giro del mondo. Il cantante della band, Fieger, scrisse la canzone pensando a quella ragazza di 17 anni (lui ne aveva 26) incrociata in due club di Los Angeles dove la band si esibiva. Questo “inseguimento” amoroso produsse una canzone fatta di schitarrate uniche, ritmo tempestoso e liriche ormonali da quattordicenne come questo verso: ”My Sharona, mente perversa, mia, mia, mia ahi ahi ahi, whoa e corre lungo le mie cosce Sharona”.
Il singolo uscito nel giugno 1979, vendette mezzo milione di copie in poche settimane, e raggiunse la prima posizione nella classifica di Billboard entro agosto. Quella canzone non ha mai smesso di suonare, ancora oggi. Ben Stiller vi costruì una scena memorabile in “Giovani carini disoccupati” nel 94; i Nirvana ne fecero una versione “GRUNGE”; qualcuno sostiene che il prezzo fosse nella playlist del presidente George W Bush. Ancora oggi, ogni volta che la passano alla radio, qualcuno attorno a voi (se non noi stessi) comincia a battere il ritmo con la testa.
Migliaia di donne hanno ispirato canzoni, poche hanno visto i loro nomi nel titolo. Come “Rosalita” di Bruce Springsteen del ‘73: il “boss” era innamorato di una ragazza la cui madre le aveva intimato di stare alla larga da lui. ”Lasciati andare Rosy è arrivato il dottore a tagliare le briglie che ti legano tua madre”: non sappiamo come è andata a finire. “Rosanna” dei Toto, scritta nel 1982, era l’attrice Rosanna Arquette, ”tacchi a spillo, vestito lungo rosso” che aveva un debole per i musicisti, ed all’epoca fidanzata con il tastierista dei Toto, Steve Porcaro. Fu un altro componente della band a mettere il suo nome ,non perché il pezzo parlasse di lei, ma perché nei giorni della registrazione stava sempre tra i piedi. Insomma una “zecca”.
John Lennon però provo a convincerlo inutilmente: risolse il problema da genio scrivendo una canzone, “Dear Prudence.” Patty Boyd, invece, ispirò “Something” del marito George Harrison ,altro Beatles: secondo Frank Sinatra la canzone d’amore più bella della storia. Billy Joel scrive “Uptown Girl” dedicandola a due fidanzate dei “quartieri alti “ tra le quali l’allora sconosciuto modella di 19 anni Elle Macpherson. “Angie” dei Rolling Stones per cui Mick Jagger si chiedeva quando sarebbero sparite “queste nuvole scure” era la prima moglie di David Bowie della quale Jagger si era innamorato . E “Like a Rolling Stone” di Bob Dylan invece non era dedicato alla band inglese come si potrebbe pensare: quel “sasso rotolante” era “Miss Malinconia” musa di Andy Warhol e diventata oggetto di una disfida sentimentale tra i due geniacci
Era scivolata, invece, in un fiume Maria la prostituta senza “il ricordo di un dolore” uccisa dal sua sfruttatore: una storia che ispirò ”La canzone di Marinella “di Fabrizio De André. Mentre la ragazzina di “Albachiara” Giovanna, la figlia del proprietario del bar sotto casa, non sapeva neanche di essere finita in un brano, al punto che Vasco Rossi, per ricordarglielo gliene scrisse un altro: ” Una canzone per te “ .
Paul Simon scrisse “Heart and Bonnes” ,”vento arido nel deserto”, come consolazione dopo la fine del matrimonio con la principessa Leila di “Guerre Stellari “cioè Carrie Fisher. Leonard Cohen si penti di avere messo in musica la sua relazione con Janis Joplin in “Chelsea Hotel #2”
Uomini che hanno ispirato canzoni delle donne? Meglio tralasciare. Madonna, per dirne una, nel 1998 pubblicò il singolo “Miles Away” una specie di lettera aperta al di lei marito di allora, Guy Ritchie, in cui confessava il fascino misterioso della lontananza .Dice il verso della canzone :”penso che noi due diamo il massimo quando siamo distanti”.. Subito dopo si separarono.
La conferma che bisogna temere le donne soprattutto in due occasioni quando ci dicono: ”Amore dobbiamo parlare” oppure “Ti ho dedicato una canzone”. Ecco.
di Nicola Dario
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