
Nella giornata di ieri si è tenuto l’incontro tra le associazioni, le organizzazioni sindacali e i movimenti riguardanti il patrimonio bufalino. Da quest’occasione è nato il Coordinamento Unitario Difesa del Patrimonio Bufalino, creato in seguito al massacro di bufale e di aziende. Gianni Fabbris, presidente di Altragricoltura, ha denunciato la situazionenei giorni scorsi, puntando il dito verso le istituzioni e la Regione.
Tra i firmatari del documento di nascita del Coordinamento vi sono Gianni Fabbris (Altragricoltura), Adriano Noviello (Associazione Tutela Allevamento Bufala Mediterranea), Lino Martone (Siaab), Paolo Carlino (Lega Allevatori Bufalini) e Domenico Fenizia (Associazione Amii della Bufala). Durante l’incontro, inoltre, si è sottolineato lo stato di agitazione nella filiera bufalina ed, entro il 26 gennaio, sarà organizzata un’ampia manifestazione popolare. Tale forma di protesta servirà per ottenere “quelle risposte che finora le istituzioni non hanno voluto o saputo dare”.
Le associazioni hanno rivolto un’appello diretto alla Regione Campania: aprire un confronto diretto per poter chiarire le circostanze del fallimento del piano anti brucella e anti tubercolosi. Inoltre, dalle prime indagini della magistratura, è emerso che Antonio Limone e Paolo Sarnelli sono alcuni dei responsabili di tale situazione.
Il Coordinamento ha lanciato cinque appelli. Agli allevatori è stata richiesto di rimanere uniti, ai soggetti impegnati nell’agroalimentare nazionale a sostenere la vertenza, ai sindaci a scendere in campo e agli uomini e donne della comunicazione a raccontare la verità sul massacro delle mandrie e delle aziende. Le associazioni hanno invitato i sindaci ad un nuovo incontro per il 7 gennaio alle ore 17.
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