
Questa condizione di stress prolungato, come sappiamo da numerosi studi scientifici oramai, è molto dannosa. Se le difese cedono, siamo esposti a qualunque tipo di invasione, e le difese cedono sicuramente di fronte alla sensazione di dover combattere costantemente e inutilmente contro un nemico che può annidarsi ovunque.
La prevenzione e la cura psicologica non possono passare in secondo piano.
Lo stress è una risposta che l’organismo mette in atto in risposta a compiti e sollecitazioni che vengono valutati dalla persona, come eccessivi. E questo è il primo punto importante. Posto che ci sono eventi stressanti a prescindere dalle caratteristiche individuali , possiamo dire che lo stesso evento può risultare stressante per una persona e non esserlo per altre. Dunque la percezione dell’evento stressante passa per la mente, ed è importante da quale finestra guardiamo il mondo. Oppure lo stesso evento può essere stressante o meno, a secondo del periodo che stiamo vivendo nella nostra vita. Il segreto sta nel conoscerne i meccanismi e saperli gestire.
Il primo a parlare di stress fu il medico austriaco H. Seyle che lo definiva nel 1976 “come una risposta aspecifica dell’organismo ad ogni richiesta effettuata su di esso”.
Da allora si sono susseguiti infiniti studi scientifici che ad oggi ci dicono moltissimo sulle correlazioni tra biologia e psicologia. Per esempio sappiamo benissimo che un evento stressante indebolisce fortemente il nostro sistema immunitario.
Il sintomo è il camapnello di allarme che non va mai trascurato, ciò che posso riparare subito, farò fatica a ripararlo, dopo mesi o anni. Ad ogni modo dividiamo i sintomi in:
Il corpo dice: ho mal di testa, dolori alla schiena, tensioni localizzate soprattutto nella zona collo-spalle, dolore allo stomaco o altri sintomi definiti psicosomatici, tachicardia, extrasistole, problemi di sonno, stanchezza non altrimenti giustificata, perdita di appetito.
Nei comportamenti e a livello cognitivo mi esprimo con: digrignare i denti di notte, mangiare in maniera compulsiva, essere fortemente irritabile, critico e svalutante, avvertire un senso di infelicità generale, essere poco concentrato, distrarsi facilmente, agitarsi spesso e per un nonnulla, sentirsi costantemente preoccupato, piangere frequentemente senza motivo, sentirsi impotenti difronte agli eventi della vita.
Ecco, questi sono solo “una parte” dei sintomi da stress. Dunque vi inviterei a riflettere sulla frase che spesso sento “ Sono solo un po’ stressato”. Lo stress è il peggior veleno che possa circola nel nostro sistema corpo-mente. Vale la pena conoscerlo, e imparare a gestirlo.
La letteratura scientifica offre numerosi articoli a riguardo, pertanto vi rimando ad essa, basta dire che i danni dello stress sono infiniti. Ma ora vorrei soffermarvi su quanto detto nella premessa.
Il lungo periodo di pandemia che abbiamo vissuto, ma soprattutto il lungo periodo in cui siamo stati esposti continuante a restrizioni, preoccupazioni per la nostra salute, e dei nostri cari, ha sottoposto il nostro sistema ad un fortissimo stress.
Il problema è ora psicologico! Molte persone continuano a vivere in uno stato di allarme e di panico, benché da più ci arrivi la notizia che la pericolosità del virus è scesa sotto la soglia. Come dire che la porta è aperta, ma molti non vogliono uscire perché la vedono ancora chiusa!
Informarsi da fonti autorevoli e basarsi sui dati reali e non immaginari è il primo step.
Confrontarsi con persone che ci possono offrire un’altra e più positiva visione della cose. Avere intorno persone che alimentano il nostro pensiero catastrofico è deleterio.
Riprendere quanto prima possibile tutte quelle attività che facevamo prima, con prudenza ma non con paura. Le attività piacevoli soprattutto sono quelle che rimettono in circolo gli ormoni del buonumore.
Rivolgersi ad uno specialista se i sintomi sono invalidanti e infine fate lunghe passeggiate immersi nella natura, respirando consapevolmente! Noi, poi, siamo fortunati poiché viviamo in un territorio bellissimo tra mare e pineta che ci offre questa meravigliosa opportunità ed è gratuita. Concludo con una frase bellissima del monaco tibetano Thich Nhat Hanh, considerato il padre della Mindfulness,
“ Sorridi, respira e vai piano”
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