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Sud Idea: Cervellotik Education per annullare l'attrito scuola-ragazzi

Angelo Velardi
Angelo VelardiRedazione Informare
11 aprile 20227 min di lettura

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Sud Idea: Cervellotik Education per annullare l'attrito scuola-ragazzi

Indice (2)

  • 1Cervellotik Education: la rivoluzione dell’istruzione
  • 2Scuola e Covid: tra danni e innovazioni

Sud Idea è la ricerca di idee valide nate nel meridione. Invenzioni, innovazioni, scoperte, imprese, startup: eccellenze dalla parte “bassa” dello stivale. Stavolta la protagonista della nostra rubrica è la Cervellotik Education, PMI innovativa che opera nel settore dell’online education.

Con i suoi prodotti e servizi innovativi per l’istruzione, la formazione e l’orientamento si è diffusa in oltre cento scuole italiane, coinvolgendo 22.000 studenti e 3.000 docenti. È riuscita a supportare e avviare la creazione di ben 700 startup tra i banchi di scuola.
«La nostra storia nasce tra i banchi universitari: eravamo sei ragazzi, laureandi in ingegneria informatica ed economia. Avevamo delle idee, ma non sapevamo come trasformarle in un’impresa, finché non ci siamo imbattuti in un volantino che parlava di una StartUp Competition che ci sarebbe stata nella nostra Basilicata».
È stato quasi il caso a dare un’opportunità a sei ragazzi pieni di idee, ma senza una direzione da seguire, una strada da percorrere. «A dire il vero il primo progetto che abbiamo presentato non aveva nulla a che vedere con l’azienda che abbiamo messo su oggi» – continua il Dr. Ivo Marino, CEO di Cervellotik Education – «perché era un’idea legata al calcio. Si trattava di un dispositivo che l’arbitro avrebbe dovuto indossare per la refertazione digitale, per inviare direttamente online il resoconto della partita. Vincemmo il primo premio e da lì abbiamo cominciato a crederci!».

Cervellotik Education: la rivoluzione dell’istruzione

La fortuna aiuta gli audaci e Ivo e i suoi colleghi non si sono adagiati sulla vittoria di una StartUp Competition, ma hanno rilanciato, puntando ancora di più sulle proprie idee. «Un altro obiettivo che ci prefiggemmo e a cui tenevamo molto era quello di creare qualcosa per gli studenti. È proprio da questa idea che nasce Cervellotik “prima versione”: una piattaforma per ripetizioni online in cui era possibile chiedere aiuto a dei “cervelloni” per lo studio e la risoluzione di esercizi specifici».
L’inizio di un percorso che ha arricchito un’idea, donandole un vestito che fosse in grado di rispondere anche alle esigenze di chi avrebbe dovuto beneficiarne. Idee, perseveranza, capacità ricettive: così si riesce a dar vita a qualcosa che può diventare orgoglio per la “parte bassa dello Stivale”.
La piattaforma da cui è cominciato tutto, che metteva in contatto domanda e offerta di supporto allo studio, non esiste più. Le idee hanno bisogno di qualcuno che – credendo in esse – scommetta sul loro sviluppo. Dopo aver cercato un investitore in tutta Italia, Ivo e gli altri lo hanno trovato in Basilicata.
Da quel momento il progetto ha preso ancora più forma e da StartUp innovativa si è passati a PMI innovativa, da Cervellotik “prima versione” si è passati a Cervellotik Education.
«La nostra idea è di dar vita a prodotti innovativi per la scuola e il nostro fiore all’occhiello è senza dubbio SchoolUp, piattaforma per la didattica digitale con cui abbiamo raggiunto oltre 30.000 studenti che hanno fatto PCTO (meglio conosciuta come “alternanza scuola-lavoro”) in modalità innovativa. Facciamo in modo che i ragazzi possano vivere dei percorsi innovativi, creando, per esempio, delle Startup simulate o specializzandosi nelle professioni digitali, approfondendo, per esempio, la figura e gli strumenti del blogger».
Una proposta formativa mai fine a se stessa, ma che punta ad una rivoluzione del sistema scolastico, per valorizzare il ragazzo e i suoi talenti a 360 gradi. Tra gli obiettivi fissati, infatti, c’è anche la lotta alla dispersione scolastica, facendo leva sulla passione che si può accendere nei ragazzi proponendo loro in maniera alternativa le materie di studio. «Con la nostra azione cerchiamo di annullare l’attrito tra la scuola e i ragazzi. Tendenzialmente la scuola ha difficoltà a coinvolgere i ragazzi e gli anni di frequenza diventano, quindi, anni sacrificati, spesi controvoglia, con pochissimi stimoli. L’epilogo naturale di questo processo è spesso l’abbandono. I nostri percorsi provano a valorizzare prima di tutto il rapporto tra il ragazzo e la scuola, portando allo studente una nuova visione della formazione professionale».

Scuola e Covid: tra danni e innovazioni

Come in tutti i settori, anche in quello dell’istruzione il Covid si è ritagliato il proprio spazio da protagonista. La scuola italiana non eccelleva di certo, prima della pandemia, per l’innovazione tecnologica applicata all’educazione e l’istruzione. Le tecniche di Didattica a Distanza e di ibridazione di metodi tradizionali e metodi innovativi difficilmente sono state tra le priorità delle nostre scuole.
Il lockdown, però, ha obbligato il sistema scuola ad un’apertura alla tecnologia e ad un’evoluzione che «probabilmente avremmo visto in 5/10 anni». In questa tragica apertura si è insinuato chi da anni proponeva innesti di innovazione nel sistema tradizionale. Tra questi, anche Cervellotik Education: «Abbiamo ricevuto un investimento dal Fondo Nazionale Innovazione della Cassa Depositi e Prestiti che ci ha dato la possibilità di supportare le scuole in questa fase di veloce e forzata transizione e di sviluppare nuovi strumenti.
Oltre a SchoolUp, è nato l’Orientamento Digitale: già prima del Covid avevamo creato una modalità in streaming dei classici open day, ancora più utile nel momento in cui la pandemia toglieva la possibilità di viverli in modalità tradizionale. Col nuovo anno scolastico lanceremo un videogioco didattico che sarà uno strumento per il docente per fare in modo che all’interno della scuola ci siano anche momenti di didattica ludica, momenti che rendano l’apprendimento più divertente e più piacevole».
Un orientamento chiaro, quello di Cervellotik: rendere piacevole l’apprendimento, il sistema scolastico, il rapporto con l’istituzione scuola, in modo da tirare fuori i propri talenti, da coltivare le proprie inclinazioni e le proprie passioni. Dare agli studenti degli strumenti, delle competenze trasversali che non siano limitate ad uno studio teorico, ma che trovino naturale sbocco nel mondo del lavoro.
Ma il sistema scuola e i docenti, in particolare, come vivono quest’invasione del digitale e dell’innovazione? «Dipende dalle varie realtà: ci sono scuole più propense al digitale che credono fermamente in queste nuove metodologie, ma ce ne sono anche altre che hanno resistenze e non credono in questo modello.
Il Covid ha obbligato anche i più reticenti quantomeno a provarci, ad esplorare un mondo spesso totalmente sconosciuto. Si critica tanto, ad esempio, la didattica a distanza, ma quale sarebbe stata l’alternativa? Non fare lezione per mesi e mesi. Questo dovrebbe farci guardare alla tecnologica con uno sguardo diverso, meno pregiudizievole».
Approfittiamo della disponibilità, delle competenze e delle esperienze del dr. Ivo Marino, per dare uno sguardo al futuro prossimo.
Come si comporterà il mondo post-Covid? Il digitale ha ormai sostituito i metodi tradizionali? Che benefici e che limiti può portare nella vita quotidiana di lavoratori e studenti? «Si è passati da una diffidenza smisurata ad un sovraccarico del digitale, connesso ad un periodo di privazioni, di chiusura. Ora c’è quasi una repulsione, c’è bisogno di trovare un punto di equilibrio in cui la crescita digitale saprà inserirsi nei processi tradizionali, che restano comunque indispensabili per l’educazione dei ragazzi.
La nostra idea non è semplicemente di introdurre la tecnologia nelle scuole con tablet o smartphone, ma di formare docenti e ragazzi ad un utilizzo consapevole, attraverso prodotti che siano di supporto e di potenziamento per l’insegnamento. Allo stesso tempo bisogna compiere un passo avanti dal punto di vista culturale, fermo restando che nel campo della didattica, nella fattispecie, restano imprescindibili la presenza, lo scambio, la relazione con gli altri. La tecnologia deve essere strumento di supporto, non di sostituzione».
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  • #Cevellotik Education
  • #dad
  • #startup
Angelo Velardi
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