
Oggi vi raccontiamo quanto successo ad Anita Pallara, presidente di Famiglie SMA, che da sempre è al fianco di quanti convivono con la sclerosi laterale amiotrofica. Per lei la carrozzina elettrica è indispensabile, una parte di sé senza la quale non può fare niente.
Ryanair non ha uno spazio dedicato in stiva, e la carrozzina viene caricata come bagaglio, come merce, nessuna attenzione verso una cosa sacra, che per Anita e tanti altri ragazzi in carrozzina sono le proprie gambe. Arrivati all’aeroporto di Cagliari, Anita si ritrova con una carrozzina completamente inutilizzabile, la sua carrozzina nuova (aprile 2021) per un banale volo aereo è stata distrutta.
“Le carrozzine non sono oggetti – dice Pallara – È come se improvvisamente mi avessero tagliato le gambe e le braccia, senza avvertirmi, senza anestesia. È un dolore e una violazione dei propri diritti e del proprio corpo inimmaginabile”. L’aeroporto di Bari intanto si è attivato per ricostruire la vicenda, garantendo massimo sostegno ad Anita Pallara. Nel pomeriggio di ieri, sono arrivate le scuse di Ryanair. La compagnia ha chiesto scusa per l’accaduto dando la disponibilità ad Anita di avere una sedia a rotelle sostitutiva oppure un volo anticipato per il rientro a casa in sicurezza.
“Le carrozzine non sono oggetti. È come se da ieri improvvisamente mi avessero tagliato le gambe e le braccia, senza avvertirmi, senza anestesia. È un dolore e una violazione inimmaginabile dei propri diritti e del proprio corpo”. Episodi del genere, non dovrebbero più esistere, un volo aereo non ci deve amputare le gambe. Dobbiamo essere tutti liberi di viaggiare, in completa autonomia e spensieratezza.
di Grazia Sposito
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