
Ci troviamo esattamente sulla Tangenziale di Napoli, che da circa una settimana è difficilmente percorribile a causa delle enormi file di traffico che si formano, a seguito di un restringimento da tre a due corsie.
Ma facciamo un passo indietro e torniamo ad una settimana fa.
Venerdì scorso, è avvenuto un sopralluogo per la verifica della sicurezza del Viadotto Capodichino, durante il quale è emersa la corrosione dei giunti metallici e dei bulloni che uniscono i vari pezzi del viadotto.
Ad oggi, vari sono stati i provvedimenti per evitare situazioni di pericolo tra cui, la riduzione della carreggiata e il divieto ai veicoli con un carico superiore a 7,5 tonnellate di attraversare la tratta Fuorigrotta – Corso Malta in ambedue le direzioni di marcia.
Una richiesta del Mit (Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti) e del Ministro Paola De Micheli “prevede di abolire il pedaggio fino al 5 novembre, ma come sottolinea Paolo Cirino Pomicino non sarà accettata alcuna proroga.”
Il Presidente della Tangenziale di Napoli S.p.A afferma che, nel caso in cui quest’ultima verrà richiesta, “A farsene carico dovrà essere esclusivamente il Ministero”.
Molti sono coloro che hanno espresso un parere a riguardo, tra questi ritroviamo Francesco Emilio Borrelli (Consigliere Regionale dei Verdi) che prontamente afferma:
“La società a fronte di introiti dai pedaggi pari a 69 milioni di euro, investe nella manutenzione delle strutture poco più di 3 milioni di euro. Di conseguenza, i costi per la manutenzione sono meno del 5% di quanto gli automobilisti sborsano”.
Non si saranno svolti i giusti controlli in passato? Una domanda che fa pensare.
Ciliegina sulla torta, va sottolineato che la città di Napoli è l’unica in Europa ad avere una tangenziale in cui si paghi il pedaggio. Motivo in più per il quale di questi problemi non ci dovrebbe essere traccia.
Di Clara Gesmundo
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