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“Teachers do sex”: la campagna che restituisce il consenso alle donne

Redazione Informare
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4 dicembre 20203 min di lettura

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“Teachers do sex”: la campagna che restituisce il consenso alle donne

Indice (2)

  • 1La polemica
  • 2Il tabù sessuale

#Teachersdosex. È questo il titolo della campagna che da qualche giorno ha invaso alcune strade di Torino, contro il revenge porn e la discriminazione di genere firmata dall’artista Andrea Villa. Tre insegnanti di scuola elementare del capoluogo piemontese hanno deciso di mettersi a nudo, letteralmente, su dei manifesti affissi davanti ad alcune scuole della zona di piazza Zara e corso Sicilia, con la scritta “Teachers do sex” (le insegnanti fanno sesso). «Molto spesso le donne vengono giudicate per la loro vita sessuale privata. Nel mondo dell’istruzione primaria vige l’ ipocrisia che una donna non possa avere una sessualità, e le donne sono de-sessualizzate come individui», ha dichiarato Villa in un post su Facebook per spiegare la campagna.

Immagini di donne senza veli, stampate su carta e affisse per strada, un modo per rievocare la stessa esposizione, violenta e senza consenso, a cui sono soggette le donne vittime di revenge porn, la cui intimità viene violata, così come la loro persona, condannata  a vita alla gogna mediatica e non.

La polemica

Un’iniziativa che ha suscitato non poche polemiche e perplessità. Sono in tanti, infatti, quelli che l’hanno definita come una forma becera di esibizionismo o, peggio, una mancanza di rispetto nei confronti dei giovani alunni delle scuole, davanti cui sono state esposti gli scatti. Sui social i commenti impazzano: “un’altra pagliacciata tipicamente italiana. Occorre strumentalizzare un corpo per spiegare alle generazione future il rispetto per gli altri??“. Ebbene, fin quando il corpo della donna verrà visto e percepito attraverso la lente deviante dello stigma sessuale, è fondamentale supportare iniziative che non fanno altro che provare a restituire alle donne il corpo e il consenso di cui dispongono.

Il tabù sessuale

Sì perchè, in questo caso però, ed è qui che si nasconde il sottile messaggio della campagna di Villa, le tre donne hanno deciso di esporsi nude volutamente, scegliendo il proprio corpo, lo stesso che da sempre è oggetto di critiche, insulti, desideri, come strumento per comunicare che non c’è alcuna vergogna nel sesso. L’unica vergogna è violare senza consenso l’intimità altrui, è divulgare immagini private della propria partner o ex partner, è giudicare coloro che sono state vittime di revenge porn, solo perchè magari le loro foto sono finite nella chat del calcetto del proprio marito, ma soprattuto è reputare quest’ultime come colpevoli della violenza subita. Donne colpevoli solo di avere una vita sessuale, che passi anche per la condivisione consensuale di materiale intimo con il proprio compagno/a. Colpevoli di non essere solo mogli, madri e maestre, di essere donne, e quindi di dover vivere la propria sessualità con discrezione e compostezza, nascondendola e celandola, come se fosse, appunto, una vergogna.

di Carmelina D’aniello

Tags
  • #Andrea villa
  • #Cathy la torre
  • #Revenge Porn
  • #Teachersdosex
  • #Torino
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Magazine mensile, gratuito, di promozione culturale edito dal "Centro Studi Officina Volturno", associazione di legalità operante in campo ambientale, sociale e culturale.

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