
Vengono dai paesi più lontani, e non sono solo europei. Alcuni sono anche statunitensi o canadesi, e hanno viaggiato per migliaia di chilometri prima di giungere sul campo di battaglia. Sono i volontari stranieri – i cosiddetti foreign fighters – che hanno scelto di unirsi alle milizie cittadine dell’Ucraina per combattere contro l’attacco del Cremlino.
Secondo le ultime dichiarazioni del ministro degli esteri Dmytro Kuleba, sono più di 20mila i cittadini stranieri che hanno scelto di arruolarsi in Ucraina, provenienti da 52 paesi diversi. Lo segnala The Kyiv Indipendent, giornale locale ucraino che dall’inizio del conflitto è diventato punto di riferimento per l’informazione dal paese.
Sono almeno 3000 i volontari provenienti dagli Stati Uniti, iscritti alle liste grazie all’ambasciata ucraina a Washington. Presenti anche altri volontari occidentali, come i britannici in foto.

Ma non solo: colpiscono le foto di quelli che presumibilmente sono volontari provenienti dalla Bielorussia. La nazione est-europea è notoriamente alleata della Federazione Russa, e gioca un ruolo strategicamente importante nel conflitto in corso. Ragazzi in lotta, quindi, contro il proprio stesso paese.

Colpiscono i volti e gli sguardi – alcuni oscurati per privacy – che mostrano ragazzi anche molto giovani che corrono a sostenere un conflitto in alcuni casi lontano da casa, spinti dalla nobile volontà di respingere un’aggressione, ma che allo stesso momento abbracciano la morte, andando in guerra. Avremmo preferito vedere più volontari, dottori, medici e infermieri per aiutare chi su entrambi i fronti la guerra la subisce senza aver mai imbracciato un’arma.
(Foto di copertina: @mich_team su Instagram)
Di Ciro Giso
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