
Sono circa 400.000 gli italiani che soffrono di artrite reumatoide, di questi quasi 55.000 devono fare i conti anche con il diabete di tipo 2.
Da una ricerca italiana, di recente pubblicata sulla prestigiosa rivista PLOS Medicine, una svolta per semplificare la terapia con “una cura per due”.
Artrite reumatoide e diabete si curano insieme:
farmaco contro l’Artrite reumatoide abbassa anche la glicemia
Roma, sabato 23 novembre 2019 – Le articolazioni gonfie e dolenti, rigide al mattino, che in molti casi finiscono addirittura per deformarsi. Un calvario, quello delle persone con artrite reumatoide, che purtroppo talvolta viene aggravato dal diabete di tipo 2: in Italia succede al 13,6 % dei pazienti, che per colpa della glicemia alta vedono peggiorare la qualità di vita e aumentare ulteriormente il rischio di conseguenze serie connesse all’AR, come infarti e ictus. Per loro potrebbe però essere di grande aiuto una terapia che in un sol colpo tiene a bada l’artrite reumatoide e fa scendere gli zuccheri nel sangue: lo dimostra uno studio italiano multicentrico appena pubblicato sulla rivista PLOS Medicine, coordinato dalla Cattedra di Reumatologia del Dipartimento di Biotecnologie e Scienze Cliniche Applicate dell’Università de L’Aquila, che è stato addirittura interrotto prima del previsto grazie agli ottimi risultati ottenuti nei pazienti trattati con un antagonista dell’interleuchina-1 (IL-1), una citochina infiammatoria.
AR e diabete di tipo 2 condividerebbero infatti alcuni meccanismi molecolari e questo può essere sfruttato per semplificare il trattamento, scegliendo fra le diverse opzioni terapeutiche contro l’artrite reumatoide un farmaco che possa curare anche il diabete riuscendo a ridurre del 42% la quota dei pazienti con la glicemia fuori controllo.
“L’artrite reumatoide è una patologia infiammatoria cronica autoimmune che si associa spesso ad altre malattie come problemi cardiovascolari, infezioni, tumori, disturbi polmonari e neuropsichiatrici – spiega Roberto Giacomelli, direttore della Divisione di Reumatologia del Dipartimento di Biotecnologie e Scienze Cliniche Applicate dell’Università de L’Aquila e coordinatore dello Studio – Il diabete di tipo 2 è una delle patologie associate più frequenti: avere l’artrite reumatoide infatti raddoppia il rischio di ammalarsi di diabete. Le stime internazionali ipotizzano che la glicemia alta riguardi dal 15 al 50% dei pazienti con artrite reumatoide, secondo uno studio italiano recente condotto su 500 malati il problema in Italia riguarda il 13,6%. Considerando che nel nostro Paese vivono circa 400.000 persone con artrite reumatoide, i pazienti che soffrono contemporaneamente di diabete di tipo 2 quindi sono poco meno di 55.000”.
Un risultato importante per i pazienti, perché il diabete è un problema che oltre a compromettere la qualità di vita aumenta considerevolmente il già elevato pericolo di andare incontro a malattie cardiovascolari. “Le due malattie sembrano condividere alcuni meccanismi molecolari di base: IL-1 è coinvolta nei processi infiammatori tipici dell’AR e viene prodotta dall’attivazione del sistema immunitario conseguente a un eccessivo introito di nutrienti, come quello che spesso contraddistingue chi ha il diabete di tipo 2 – osserva Giacomelli – L’inibizione di IL-1 potrebbe perciò ‘spegnere’ una iper-attivazione infiammatoria presente in entrambe le patologie, consentendo una terapia unica efficace per raggiungere gli obiettivi terapeutici sia per il diabete di tipo 2, sia per l’artrite reumatoide. Si tratta di una semplificazione della cura che riduce il carico di farmaci e quindi anche di possibili effetti collaterali, una sorta di ‘prendi due paghi uno’ che possiamo scegliere al momento della prescrizione della terapia per la malattia reumatica, optando per un antagonista IL-1 fra le diverse opportunità terapeutiche possibili; la terapia singola, inoltre, può migliorare l’aderenza e la compliance al trattamento e può infine contribuire a ridurre i costi sanitari della gestione delle due patologie”.
“Sobi ha messo a punto una molecola le cui potenzialità sono importanti in ambiti diversi. Questo è il risultato dell’impegno che mettiamo quotidianamente in campo per migliorare concretamente la vita delle persone che affrontano patologie serie e spesso invalidanti, come nel caso dell’artrite reumatoide – afferma Giampiero Marra, Medical Director di Sobi Italia – “Non ci fermiamo mai, non ci accontentiamo mai, perché solo sfidando lo status quo possiamo continuare a trovare nuove risposte e aiutare chi sta combattendo la sua battaglia con una malattia. Con tutta la nostra forza rara” – conclude Marra.
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