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Una finestra sull’arte: “Napoli Liberty. N’aria ‘e primmavera”

Mattia Fiore
Mattia FioreRedazione Informare
2 ottobre 20206 min di lettura

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Una finestra sull’arte: “Napoli Liberty. N’aria ‘e primmavera”

Care lettrici e cari lettori, nonostante la particolare condizione cui obbliga l’epidemia del Covid-19, l’Arte e la Cultura a Napoli non si fermano.

Infatti, sono in svolgimento interessanti e importanti mostre che rappresentano un segnale di fiducia per la ripartenza della vita culturale della città partenopea. Tutto ovviamente si svolge in piena sicurezza e nel rispetto della normativa anti Covid vigente.

Ho deciso, sperando di farvi cosa gradita, di introdurvi alla mostra “Napoli Liberty. “N’aria ‘e primmavera”, (verso di Salvatore Di Giacomo tratto dalla celebre «Marzo», e scelto come sottotitolo della mostra).

       Marzo: nu poco chiove

       e n’ato ppoco stracqua:

       torna a chiovere, schiove,

       ride ’o sole cu ll’acqua.

       Mo nu cielo celeste,

       mo n’aria cupa e nera:

       mo d’ ’o vierno ’e tempeste,

       mo n’aria ’e primmavera.

       N’auciello freddigliuso

       aspetta ch’esce ’o sole:

       ncopp’ ’o tturreno nfuso

       suspireno ’e vviole…

       Catarì!… Che buo’ cchiù?

       Ntienneme, core mio!

       Marzo, tu ’o ssaie, si’ tu,

       e st’auciello songo io.

La mostra, curata da Luisa Martorelli e da Fernando Mazzocca, si terrà nel seicentesco Palazzo Zevallos Stigliano, (sede delle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, situato in Via Toledo, 185), visitabile dal 25 settembre 2020 al 24 gennaio 2021.   

Felice Casorati, “ Persone”, 1910 olio su tela, 150 x 177 cm, collezione privata.

 

Saranno esposte più di settanta opere che comprendono dipinti, sculture, ceramiche, gioielli, manifesti pubblicitari e altri preziosi oggetti di manifattura napoletana, di importanti artisti  di fama nazionale e internazionale quali Vincenzo Gemito ( scultore e orafo napoletano), Vincenzo Migliaro (pittore e scultore napoletano), Vincenzo Miranda (orafo e argentiere napoletano), Felice Casorati (pittore e incisore),  Edoardo Pansini (pittore), Francesco Galante (pittore), Raffaele Uccella (scultore), Saverio Gatto (scultore e pittore),  Filippo Palizzi (pittore), Vittorio Emanuele Centonze (pittore) e il gioielliere Gaetano Jacoangeli.

Le opere in esposizione testimoniano la diffusione dello “Stile Liberty” noto anche come “Stile Floreale” o “Art Nouveau” che contagiò Napoli, in via di rinnovamento, tra la fine del XIX e i primi decenni del XX secolo ,(dal 1889 al 1915). Altresì lo “Stile Liberty” animò e proiettò la città di Napoli nel vivo della modernità.

L’opera icona della mostra allestita a Palazzo Zevallos Stigliano è rappresentata dal dipinto di Vincenzo Migliaro, “Seduzioni» (1906)”, in cui è raffigurata una giovane donna che osserva, attraverso la vetrina della gioielleria Jacoangeli, alcuni oggetti di lusso collocati sui piani trasparenti e lascia trapelare il suo coinvolgimento emotivo davanti a quegli oggetti del desiderio.  Il dipinto fu il simbolo di una città che stava cambiando, una nuova ventata di giovinezza, «…n’aria ‘e primmavera».

Vincenzo Migliaro, “Seduzioni”, 1906, olio su tela, 62 x 42 cm, Collezione privata, Napoli.

La mostra si chiude con una sezione dedicata ai manifesti e alla grafica pubblicitaria.

Marcello Dudovich, pubblicitario , pittore e illustratore italiano.

 

Cos’è lo Stile Liberty o Stile Floreale o Art Nouveau?

L’Art Nouveau (“Nuova Arte”) fu un movimento artistico-filosofico che nacque in Francia tra il 1890 e il 1910. Il movimento dell’Art Nouveau riprese il nome di una galleria aperta a Parigi  progettata dall’architetto belga Henri van de Velde. Ne nacque una moda che si diffuse con straordinaria rapidità in Europa e in America coinvolgendo pittura, grafica, design e architettura.

Il periodo storico dell’Art Nouveau coincise con quella che viene ricordata come la “Belle Époque” che ebbe come icona la famosa insegna del locale di Montmartre Le Chat noir, opera di Théophile Alexandre Steinlen, artista di Montmartre e amico del celebre pittore Toulouse Lautrec.

Il movimento si diffuse con nomi diversi nelle diverse nazioni: in Italia, ad esempio, questo stile fu conosciuto anche come “Liberty” o “Stile Floreale”, definendo così lo stile nuovo lanciato dalle stoffe e dagli oggetti provenienti dall’estremo oriente e disegnati in stile floreale per i magazzini del noto commerciante londinese Arthur Liberty. Una delle caratteristiche chiave dell’Art Nouveau, infatti, fu il fascino per terre lontane e misteriose.

In Germania questo stile si chiamò Jugendstil dalla rivista d’avanguardia “Jugnd”, Modern Style in Gran Bretagna, Modernismo in Spagna e Sezessionstil in Austria.

L’art Nouveau nacque come reazione, soprattutto, allo scadimento del gusto e alla massificazione del prodotto dovuto alla produzione industriale di oggetti in serie.

L’Art Nouveau si ispirò alle forme della natura e in particolare al mondo vegetale (foglie e fiori).            

Le opere dell’Art Nouveau (dipinti, statue, architetture) furono caratterizzate da un’eleganza decorativa, da forme e linee sinuose e continue che si incontravano e si intrecciavano in modo armonioso sprigionando un movimento vigoroso carico di energia.

Il movimento Art Nouveau raggiunse le sue vette massime nel settore dell’arte applicata, della decorazione di interni e dell’arredamento, per affermarsi poi anche nell’architettura e nell’arte grafica. Nella decorazione lo stile, fortemente ornamentale, si ispirò alla natura stilizzandone gli elementi, ruppe con la tradizione e creò motivi floreali tanto che in Italia lo “Stile Liberty” fu conosciuto anche come “Stile Floreale”.

Tra i precursori dell’Art Nouveau in Europa si annovera l’architetto catalano Antoni Gaudì , autore a Barcellona del tempio della casa Mila’, casa Batllo’ e della Sagrada Familia.

Antoni Gaudì, “Casa Milà”, detta la Pedrera, Barcellona

Antoni Gaudì, “Sagrada Familia”, Barcellona

Antoni Gaudì, “Casa Battlo’”, Barcellona

Altri artisti noti legati all’Art Nouveau furono l’architetto italiano Pietro Fenoglio e Gustav Klimt, il maggiore esponente dell’Art Nouveau in pittura.

Stile liberty casa Fenoglio-Lafleur a Torino.

”Il bacio”, 1907-1908, olio su tela, cm180x180cm,

Osterreichische Galerie Belvedere, Vienna.   

Molti quartieri di Napoli (Vomero, Posillipo, Chiaia, etc) ospitano importanti palazzi realizzati in “Stile Liberty”. Esempi di architettura Liberty della citta’ di Napoli sono rappresentati sia dal Palazzo Mannajuolo, (via Filangeri, quartiere Chiaia), sia dal locale storico Gran Caffe’ Gambrinus ( via Chiaia,1/ Piazza Trieste e Trento, 42).

“Palazzo Mannajuolo”

 

“Gran Caffè Gambrinus” 

 

N.B. Le foto sono state attinte da internet a scopo puramente didattico-illustrativo.

di Mattia Fiore

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  • #stile liberty
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